GARLASCO: l’orgia mediatica e il ragionevole dubbio

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Alla luce di tutte le indiscrezioni (soprattutto quelle che riguarderebbero il profilo psicologico di Andre Sempio) delle ultime ore mi chiedo: “Ma quale tipo di investigazioni giornalistiche ha condotto, sotto sapiente guida, la dott.ssa Chiara Ingrosso ?”.

Difatti ogni sua mossa è apparsa come diretta esclusivamente alla scoperta di un gossip (con l’avv. Antonio De Rensis in primo piano ed al centro di un gigantesco complotto mediatico-giudiziario) che alla ricerca della possibile verità su chi ha ucciso Chiara Poggi; fatto che al momento rimane l’unica cosa certa.

La pur brava Chiara Ingrosso, troppo presa visceralmente dal caso (e questo non è un buon segno per un’inchiesta corretta), è stata in parte anche silenziata dal buon GianLuigi Nuzzi nel corso della puntata di venerdì 1° maggio 2926, che bene ha fatto a mettere le mani avanti di fronte ad una valanga di accuse che stanno mano a mano uscendo dalle fitte maglie del segreto istruttorio.

E Andrea Sempio dovrà presentarsi domani, mercoledì 6 maggio, dinanzi ai magistrati inquirenti dove dovrà decidere se rispondere o meno alle domande che gli stessi avrebbero voluto rivolgergli l’anno scorso quando, per un difetto di notifica, non si presentò.

Ma questo, ovviamente, lo lascio volentieri alla storia che sarà scritta ex novo da domani in poi, almeno dal punto di vista giudiziario; il resto lo sapremo strada facendo.

A me interessa, almeno oggi, la ricaduta che la presunta “inchiesta giornalistica” (i cui esiti sono stati raccolti in un esposto di 20 pagine depositato presso la Procura generale di Milano) ha avuto sul mondo del giornalismo con effetti molto negativi relativamente alla credibilità, ormai perduta, dello stesso mondo.

Le rivelazioni di questi ultimi giorni, difatti, non solo smantellano la presunta inchiesta della Ingrosso, la rendono farlocca ed inutile ai fini investigativi, ma rilanciano con forza l’ipotesi di Sempio quale autore solitario del delitto. Le stesse rivelazioni (in quanto provenienti da atti documentali attribuibili a Sempio potranno confluire nel fascicolo dell’eventuale processo) offrono, però, diverso materiale importante ai fini della profilazione dell’analisi psicologica e personologica (termine molto caro alla Bruzzone) dell’indagato che, ribadiamo con forza, rimane assolutamente innocente fino a sentenza passata in giudicato. Per completezza di informazione è giusto ricordare che dette rivelazioni provengono dalle indagini svolte dal RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche) su richiesta dei magistrati inquirenti.

E’ utile, però, rinfrescare la memoria alla stessa Ingrosso (prima ancora che alla dott.ssa Roberta Bruzzone, sua tutor) sul senso giuridico da dare all’esercizio della “subornazione” dei testi a carico e/o a discarico; un senso che nella predetta presunta inchiesta va in un solo verso, cioè contro l’avv. De Rensis che avrebbe, direttamente e indirettamente, provato ad indurre alcuni presunti testimoni a dichiarare il falso in favore di Stasi.

Un famoso giudice istruttore, dr. Lino Ceccarelli, in una ordinanza istruttoria di assoluzione (17 pagine) dell’ottobre 1983 scriveva che “l’imputato <o i suoi difensori> è legittimato ad avvicinare un teste a carico o a difesa; spetta al giudice capire se il teste è stato indotto a ricordare e dire la verità o a mentire”; subornazione, quindi, spazzata via come nel più recente caso del processo “Linea d’Ombra” su Pagani in cui, sempre su un esposto, veniva avanzata l’ipotesi che la segretaria comunale e la segretaria dell’on. Gambino avessero subornato alcuni testi.

E’ giusto anche precisare che il concetto dell’ “oltre ogni ragionevole dubbio”, come dice il giudice Vitelli (assolse Stasi in primo grado), di recente letteralmente asfaltato dalla Bruzzone così come ha asfaltato la nuova Procura di Pavia, non è di destra o di sinistra, è orizzontale e come tale deve essere accolto perché legittima uno stato di civiltà che in democrazia è sempre molto importante.

Notizia dell’ultimora: oggi, 5 maggio 26, le gemelle Cappa verranno interrogate presso la Procura di Pavia in relazione al delitto della cugina Chiara Poggi; e mercoledì 6 maggio, oltre a Sempio verrà interrogato anche Marco Poggi (fratello della vittima).

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