Da Angelo Andriuolo
“Perché mi facci del tuo nome sazio. Percorsi di Onomastica Italiana e Romanza” è il titolo del convegno internazionale di studi che ha avuto inizio ieri martedì 5 maggio presso la Università di Studi di Salerno, a cura dei Proff. Lucia Bucchèri, Francesco Crifò e Carolina Stromboli del Dipartimento di Studi Umanistici dello stesso ateneo.
Dopo i saluti istituzionali del prof. Carmine Pinto, direttore del DipSUm, e della prof. Miriam Voghera, coordinatrice del Dottorato DILLS e presidente della SLI, ha preso il via una ricchissima prima giornata; hanno, infatti, presentato stimolanti ed articolate relazioni sullo stato dell’arte nella disciplina e su taluni particolari oggetti di studio da differenti prospettive, ricercatori di diversa provenienza e formazione.
A partire dalla prof.ssa Myriam Bergeron-Maguire, Università Sorbonne Nouvelle di Parigi, che descritto le Origini dei toponimi caraibici nella corrispondenza privata in francese dei Prize Papers dei secoli XVII-XVIII.
Le proff. Alda Rossebastiano ed Elena Papa della Università di Torino hanno analizzato lo
sviluppo della legislazione nell’Italia napoleonica e post-napoleonica con l’obiettivo di differenziare i cognomi degli esposti, assicurando loro stabilità e distintività; mentre i proff. Marina Castiglione e Mario Chichi della Università di Palermo hanno analizzato i percorsi interpretativi a partire dall’ Archivio dei soprannomi etnici in Sicilia alla luce anche dell’ ingresso dei poleonimi. Poi i proff. Enrico Castro e Lorenzo Tomasin della Università di Losanna hanno trattato le origini e lo sviluppo della onomastica veneziana medievale tra alterazioni, ipocoristici e costellazioni.
Il prof. Francesco Montuori della Università di Napoli “Federico II” ha fornito un quadro articolato delle Fonti per l’onomastica nel Regno di Napoli del Quattrocento, dando particolare evidenza alla varietà dei relativi schemi tra soprannomi, zingari ed altri.
Dopo il prof. Antonio Vinciguerra della Università di Firenze che ha descritto alcune
interessanti Voci e locuzioni deonimiche in un inedito vocabolario fiorentino del XVI secolo, il prof. Francesco Crifò della Università di Salerno ha focalizzato la sua attenzione su alcune pseudoetimologie deonimiche a partire da reinterpretazione e ristrutturazione di nomi, di lessemi e di significanti di lessemi, portando come esempi, tra gli altri, abramuccio e brigidini.
Quindi il prof. Sergio Lubello della Università di Salerno che si è soffermato sulla fenomenologia del nome proprio in Pirandello, senza trascurare la contrapposizione “zi” e “mastru”, particolarmente efficace; Stefano Grazzini, ordinario della medesima Università, che ha trattato di nomi e soprannomi nel Pinocchio di Collodi a partire dallo stesso nome del burattino per alcuni da pinolo (seme del pino), forse per alludere alla metafora della vita (il seme nel legno duro); senza trascurare la ipotesi di Geppetto, ipocoristico di Giuseppe con diminutivo, quale evidente concessione ad una ipotesi cristologica di un padre putativo.
A chiudere la prima giornata di lavori, Lucia Bucchèri della Università di Salerno che ha discusso di Toponimi e antroponimi nella produzione di Vinicio Capossela: da Pongo sbronzo ai ragazzi del Chiavicone fino allo stortonome di Pettarossa. Quindi la prof. Carolina Stromboli, ancora della Università di Salerno, che ha ragionato su antroponimi reali e antroponimi parlanti nel Cunto de li cunti del Basile, ove dalla cosiddetta “antroponimia di grado zero” , si passa ad una teoria straordinaria di antroponimi parlanti: da Petrosinella a Gatta Cenerentola, ai fitonimi per finire a Ceccone, Cecchetiello e, da ultimo, ad Antuono, divenuto lo sciocco per antonomasia.
Non meno interessanti gli argomenti della giornata di chiusura. La prof. Ivana Vermiglio della Università di Palermo tratta di Toponimia comune e toponimia specifica nelle piccole isole di Sicilia; mentre Alberto Ghia, prof. della Università di Torino, illustra l’atlante toponomastico del Piemonte Montano.
La prof. Irene Rumine, Università di Firenze, parla di Odonomastica fiorentina; mentre l’approccio geointerdisciplinare allo studio della idro-odonomastica a Salerno forma oggetto della relazione di tre ricercatori della locale Università: Vincenzo Aversano, Pierluigi De Felice e Silvia Siniscalchi. I prof. Giovanni Abete (Università di Napoli “Federico II”) e Valentina Retaro (Università di Udine) trattano dei Processi metaforici nella microtoponomastica di area vesuviana; Erica Iannaccone, (Università di Salerno), disquisisce su Pesco e le sue varianti nella toponomastica, microtoponomastica e oronimia in Irpinia. Chiude Davide D’Antonio (Università di Salerno) relaziona su Poggiomarino: un viaggio plurisecolare fra toponomastica e antroponomastica.
Le conclusioni sono affidate ai docenti curatori del convegno.