Aldo Bianchini
SALERNO – Ed alla fine Giuseppe Parente (Geppino per gli amici), sindaco di Bellosguardo in carica, ce l’ha fatta al di là di ogni ragionevole dubbio; e con la sua elezione a Presidente dell’Ente Provincia, nonostante Salerno ed altri comuni commissariati non abbiano potuto votare, viene confermata la ”premier schip” del centro sinistra che domina anche su tutto il resto del territorio provinciale sul quale il centro destra annaspa non riuscendo a creare, come per Salerno, una valida – forte e credibile opposizione.
Ma non è questo risultato che mi intrica e neppure mi interessa, era scontato al punto da non essere neppure commentabile; quello che interessa, oggi, è un fatto accaduto circa 34 anni fa che caratterizzò la punta più aspra nei rapporti tra Giuseppe Parente e Vincenzo De Luca; eravamo in piena tangentopoli e il 23 luglio 1992 erano stati arrestati per la Fondovalle Calore sei personaggi molto noti (Iuzzolino, Silenzio, Inglese, Galdi, Zoldan e il sindaco di Bellosguardo Giuseppe Parente).
Tra le tante cause di quegli arresti si sussurrò che alla base ci fosse anche una “lettera riservatissima” che Parente da componente la giunta della Comunità Montana Calore (appaltatrice dell’opera pubblica della Fondovalle) aveva inviato alla direzione centrale dell’allora PCI sicuramente non favorevole a chi in quel momento era il segretario provinciale dello stesso PCI: Vincenzo De Luca.
Le chiacchiere si accumularono sulle chiacchiere e lo scontro interno al PCI divenne, visibilmente, aspro e da ultima spiaggia, almeno fino alla notte tra domenica2 agosto e lunedì 3 agosto 1992 quando a sorpresa i muri perimetrali del Tribunale di Salerno vennero tappezzati con un manifesto che era tutto un programma; il “manifesto dei 100”, così venne anticipato come indiscrezione alla stampa, era sostanzialmente una prova di forza del PCI contro l’arresto definito ingiustificato del sindaco di Bellosguardo.
Suggestivo il titolo del manifesto che fece andare su tutte le furie i tre PM inquirenti (D’Alessio, Di Nicola e Russo): “Caro Geppino ti vogliamo bene”.
Sul manifesto, però apparivano soltanto 99 nomi, tra i quali quelli roboanti di Bruno Di Cunzolo, Sabatino Mottola, Corrado Martinangelo, Pasquale Stanzione, Mario De Biase, Ugo Carpinelli, Andrea De Simone (e tantissimi altri); in effetti mancava soltanto la firma di Vincenzo De Luca e lo scontro personale-politico durissimo con Parente diventava di dominio pubblico.
Della famosa lettera riservatissima non si saprà mai più nulla e, forse, neppure i magistrati si impegnarono per trovarla.
Poi, dopo qualche anno e vicende giudiziarie risolte positivamente, cominciò il riavvicinamento tra i due big della sinistra; piano piano Geppino rientrò nei disegni politici deluchiani con una presenza nelle società miste, poi con una presidenza, infine con la nuova elezione a sindaco di Bellosguardo dopo tanti anni di interregno.
Oggi la rinascita totale e trionfale è completata; e con la fiducia è ritornata anche la pienissima pace tra i due; Giuseppe Parente, giustamente, si è seduto sulla poltrona politico-istituzionale che rappresenta il top della politica provinciale e con questo ultimo atto, forse, Vincenzo De Luca ha onorato l’ultima sua cambiale nei confronti dell’ottimo sindaco di Bellosguardo.
Negli ambienti che contano si sussurra, adesso, che potrebbe essere affisso sui muri perimetrali del palazzo della Provincia un manifesto con la sola firma di De Luca e con la scritta “Caro Geppino ti voglio bene solo io”.