Da Guglielmo Scarlato (avvocato)
Alle mamme anziane,
che hanno portato il peso di una maternità che si plasma, si gonfia, si rimpicciolisce.
Che si è adattata giorno dopo giorno ai mutevoli bisogni dei figli: prima le braccia per sollevarli, poi le parole per consolarli, poi il silenzio rispettoso per lasciarli andare.
Alle mamme che diventano nonne,
e scoprono che il cuore ha spazio per un amore in più.
Quando lo diventano, non smettono di essere madri. Diventano due volte madri.
Con la stessa premura di prima, ma con la libertà di amare senza l’urgenza dell’educare.
Alle mamme che hanno fatto della maternità il proprio primo orgoglio,
e talvolta la propria priorità, la propria prima identità.
Non per rinuncia, ma per scelta.
Perché hanno saputo mettere l’amore prima del proprio nome.
Voi siete le eterne icone dell’amore.
Quello che non chiede, che non misura, che resta.
Quello che insegna anche senza parlare, che perdona anche senza essere chiesto, che aspetta anche senza garanzie.
Grazie per averci insegnato che l’amore vero non invecchia.
Cambia forma, come voi.
Ma resta, sempre.