“Dottore, mangio normale… ma ho sempre aria nella pancia.”

da Dr. Alberto Di Muria
Quando una persona mi dice questa frase al banco, quasi sempre la accompagna con un mezzo sorriso imbarazzato. Perché l’aria intestinale viene spesso vissuta come un fastidio banale, quasi da minimizzare. E invece, dietro quella sensazione di gonfiore, tensione, rumori intestinali e disagio continuo, c’è molto più di quanto si pensi.
Era un uomo di 52 anni, lavoro sedentario, giornate sempre di corsa e pasti consumati velocemente. Non mangiava in modo eccessivo, non beveva molto, non aveva fatto cambiamenti particolari nell’alimentazione. Eppure da mesi aveva iniziato a convivere con una sensazione costante di aria addominale. “Mi sembra di avere sempre qualcosa che fermenta dentro.” Questa frase è una delle più vere che sento dire, perché descrive perfettamente quello che succede quando il sistema digestivo perde equilibrio.
Il primo errore che fanno quasi tutti è pensare che l’aria dipenda soltanto da quello che si mangia. E così iniziano a eliminare alimenti uno dopo l’altro: legumi, verdure, latte, frutta, pane. Alcuni arrivano a mangiare pochissimo pur di evitare quella tensione continua nella pancia. Ma quando l’aria compare anche mangiando “bene”, allora il problema non è solo il cibo. È il modo in cui quel cibo viene gestito dal sistema digestivo.
L’intestino non è un tubo passivo. È un sistema estremamente sensibile, collegato continuamente al cervello e al sistema nervoso. Quando mangiamo, non basta introdurre il cibo: bisogna digerirlo, muoverlo, trasformarlo e coordinare perfettamente tutto il lavoro intestinale. Se questo equilibrio si altera, il cibo tende a fermentare più facilmente e si produce aria in eccesso.
Nella maggior parte dei casi c’è un meccanismo molto semplice da capire. La digestione rallenta. Lo stomaco svuota più lentamente, gli enzimi digestivi lavorano meno bene, il cibo arriva nell’intestino non completamente trasformato e lì inizia a fermentare. Questa fermentazione produce gas, gonfiore e tensione. Ma la vera domanda è: perché la digestione rallenta?
Qui entra in gioco il sistema nervoso. Quell’uomo mi raccontò che mangiava spesso in dieci minuti, al telefono o davanti al computer. Apparentemente si fermava per pranzo, ma il suo corpo non si fermava mai davvero. Ed è proprio questo il punto che molte persone non considerano: quando sei costantemente in stato di tensione, il sistema digestivo lavora peggio.
Il corpo, sotto stress, cambia completamente priorità. Riduce le secrezioni digestive, altera la motilità intestinale e modifica perfino il modo in cui l’intestino si contrae. Il risultato è che il cibo ristagna più facilmente, fermenta di più e crea quella sensazione di aria continua che molte persone ormai considerano “normale”.
Ma non è normale convivere ogni giorno con gonfiore, tensione e disagio intestinale.
C’è poi un altro aspetto importante che vedo spesso. Quando una persona vive per mesi con fermentazione e aria intestinale, anche il microbiota cambia equilibrio. Alcuni batteri aumentano, altri si riducono, e il sistema diventa ancora più predisposto a produrre gas. È qui che molte persone iniziano un circolo continuo di tentativi: fermenti presi a caso, tisane, prodotti trovati online. Alcuni aiutano per qualche giorno, poi tutto ritorna.
Perché il problema non è “spegnere l’aria”. Il problema è capire perché il sistema digestivo è entrato in quella condizione.
In questi casi bisogna lavorare con logica. Prima di tutto sulla digestione. Alcuni estratti fitoterapici amari aiutano il corpo a riattivare le secrezioni digestive e migliorano la trasformazione del cibo già nello stomaco. Questo riduce la quantità di materiale che arriva nell’intestino pronto a fermentare. In altre situazioni possono essere utili piante carminative che aiutano a gestire l’aria intestinale e riducono quella sensazione di pressione continua. Ma anche qui il punto non è “prendere qualcosa per il gonfiore”. È aiutare il sistema a ritrovare funzione.
Quando il microbiota è alterato, i probiotici possono essere molto utili, ma solo se scelti in modo corretto. Non tutti servono allo stesso modo e non sempre sono il primo passo. Se la digestione resta lenta e lo stress continua a bloccare il sistema nervoso, anche il miglior probiotico lavora male.
Quel paziente non ha risolto eliminando cibi. Ha iniziato a mangiare con tempi diversi, ha lavorato sulla digestione e soprattutto ha capito che il suo intestino non era separato dalla sua vita quotidiana. Dopo qualche settimana mi disse una frase molto chiara: “Non è più quella sensazione continua di fermentazione.” E dietro quella frase c’era un intestino che aveva ricominciato a lavorare meglio.
Il messaggio più importante che voglio lasciarti è questo: l’aria nella pancia non è solo aria. È un segnale di un sistema digestivo che sta lavorando in modo rallentato, disorganizzato o troppo stressato. E ignorarlo significa lasciare che il problema diventi sempre più abituale.
Il mio consiglio da farmacista di famiglia è semplice: se senti aria continua, gonfiore e fermentazione anche senza mangiare male, non continuare a togliere alimenti a caso. Passa in farmacia. Non per trovare il prodotto “contro l’aria”, ma per capire come sta funzionando davvero il tuo intestino, come stai mangiando e perché il tuo sistema digestivo non riesce più a lavorare in equilibrio. Perché è lì che si costruisce la soluzione vera.

 

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