ELEZIONI SALERNO: parla il socialista Marrone … nel mirino il segretario Maraio e Amatruda

 

 

La redazione

 

SALERNO – Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo uno scritto di Antonio Marrone, socialista di vecchio stampo e tuttora membro del Consiglio Nazionale del partito, che esprime il suo pensiero sulle prossime elezioni amministrative di Salerno. Un pensiero diretto a tutti i socialisti veri, quelli che si inebriavano del profumo dei garofani:

 

 

Mancano pochi giorni all’elezione del futuro sindaco della città dì Salerno e in città c’è silenzio assoluto. Nei bar lungo il Corso, in via Mercanti, a Torrione, Pastena e Mariconda, nelle sale d’attesa dei laboratori di analisi e dell’ospedale, negli uffici pubblici c’è un silenzio assordante ad eccezione di qualche guida di truppe cammellate ben motivata che parla del grande ritorno di De Luca e a dir del vero senza riscontri e commenti  positivi.

 

Allora mi sono chiesto che sta succedendo a Salerno, città dove durante le elezioni amministrative, e non solo, in passato in ogni angolo si avvertiva la competizione elettorale?

 

La risposta è arrivata, pare che alcune indiscrezioni dimostrerebbero come i Salernitani indecisi su chi scegliere per la carica di Sindaco per la prima volta siano al di sopra del 35 % e gli assenteisti cronici non al di sotto del 20%.

Certo i concorrenti di colui che viene dato in prima posizione sono considerati di preparazione elevata in campo giuridico amministrativo, finanziario,  e imprenditoriale e i rispettivi programmi di Lanocita e Zambrano, riflessioni di Di Lorenzo e le considerazioni sulla situazione finanziaria del Comune di Salerno di Alfonso Malagone e Antonio Tommasiello, sono oggetto di continue letture da parte di cittadini salernitani che non  vogliono essere più presi in giro.

Ha proprio ragione Rino Avella Socialista dalla nascita ,consigliere comunale del PSI uscente, che si è sentito libero di correre con quello che è rimasto del campo largo a Salerno grazie al diktat, con la testa sotto la sabbia, del PD o meglio della dinastia quando afferma “il vento sta cambiando, i salernitani riusciranno a riprendersi la città”.

 

Un città depressa dice l’ex governatore, di ritorno sembra non da Napoli ma da Marte, con un Enzo Napoli e la sua giunta quindi responsabili di tutto ciò. Parla “di ordine, sicurezza, pulizia, viabilità, vivibilità, commercio e impianti sportivi di quartiere ….”.  È inconcepibile che il candidato De Luca, afferma Massimo Lanocita (candidato sindaco di Verdi e Sinistra, M5stelle, Terra Socialista e Risorgimento Socialista), parli come se non fosse stato finora il dominus, come se non avesse determinato la trasformazione della città negli ultimi anni. Come se le responsabilità di questo evidente declino fossero di tutti tranne che sue. Anche del pauroso calo demografico che certifica il fallimento del suo PRG secondo le cui originarie previsioni la popolazione avrebbe dovuto raggiungere velocemente la quota di 180.000 abitanti”.

 

Anche le pietre della strada a Salerno sanno che De luca ha eterodiretto ogni azione politico-amministrativa del Comune. De Luca riconosce problemi che stanno sotto gli occhi di tutti, senza dire di chi è la colpa perché non lo può dire in quanto continua a dare spazio alle stesse dinamiche e alle stesse persone che insieme a lui li hanno generati.

 

Ma “ Viciè ca nisciun è fesso”, Salerno è più attenta di quanto tu possa immaginare e in modo particolare ha acceso  i riflettori su di Te quel 33% di cittadini che sostenne il Sindaco galantuomo: Vincenzo Giordano e i suoi 17 consiglieri comunali. Un grande programma elettorale, una grande progettazione e grossi finanziamenti arrivarono in città.

Senza l’estromissione in modo maldestro del sindaco Giordano, Vincenzo De Luca difficilmente sarebbe diventato Sindaco come ha affermato Giovanni Sullutrone qualche giorno fa e se qualcuno ne vuole sapere di più basta leggere le pubblicazioni di Aldo Bianchini.

 

Il bomber De Luca chiede rispetto agli avversari per il lavoro fatto. Dimenticando che nessuno mette in discussione il suo stacanovismo se non altro per la formazione ricevuta in una vita di funzionario delle camere del lavoro e del PCI. È il sistema di potere che in oltre trent’anni ha messo in piedi prima a Salerno Città e poi in tutta la Regione, un sistema, secondo il mio punto di vista lesivo delle libertà, che è in discussione. Basta pensare a sette liste che lo sostengono, chiedetevi il perché?

 

Ora vuole fare il verginiello, Totò avrebbe detto “ma mi faccia il piacere”.

 

Il bomber due cose invece dovrebbe dire, per provare un po’ di serenità interiore, la prima: chiedere scusa a tutto quel mondo Socialista che a iniziare dal Sindaco galantuomo Vincenzo Giordano e per finire con tutta la dirigenza del Partito Socialista guidata dall’On. Conte che gli affidarono la guida della città di Salerno con il programma di realizzazione di grandi opere già progettate e finanziate. In quel programma era previsto anche il salotto della città che doveva nascere proprio dove ha fatto la comparsa il Crescent, cemento per ricchi e non verde pubblico attrezzato per il popolo. Enzo Napoli dovrebbe ricordare tutto ciò il suo amico Giovanni Sullutrone ultimamente da Verona a questa domanda: “ Ma Giordano l’avrebbe realizzato il Crescent? “, ha risposto : “ Probabilmente no, se qualcuno  gliel’avesse proposto lo avrebbe mandato a quel paese “. E continua fra l’altro “ Oggi la città è più debole e senza prospettive”.

 

La seconda cosa da fare se gli riesce la rielezione a Sindaco, non semplice è certa secondo me, è ringraziare il Segretario Nazionale del PSI Enzo Maraio, che dal primo momento senza alcuna esitazione ha deciso di sostenerlo addirittura con più chiarezza del PD della Schlein, di Conte, Fico e del Sindaco Manfredi. I consensi della lista del PSI saranno determinanti.

 

Fra qualche giorno sapremo i salernitani cosa decideranno.

 

Una cosa è certa, non è possibile consentire a De Luca di affermare: che egli fu tra i pochi a stare vicino a Giordano durante il periodo buio che lo attraversò perché questo non è vero e Amatruda, e non solo, dovrebbe saperlo.

 

Non è possibile far finta di nulla quando arriva nel Vallo di Diano a recitare il mea culpa nei confronti del Sen. Quaranta. I socialisti della mia età che conoscono la storia di quel periodo non abboccano come non abboccano i compagni della Fondo Valle Calore e non abboccarono a Pomigliano quando un anno fa affermò ad una platea gremita di socialisti “voi socialisti avete vinto noi comunisti abbiamo perso”.

Mi debbo fermare ma ho tanto altro da dire, lo farò in seguito.

 

F.to: Antonio Marrone

 

 

 

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