Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Scongiurato il pericolo delle superleghe, specie nel calcio pensare ed optare per una organizzazione dei campionati a divisioni come negli Stati Uniti, anche in Europa ne gioverebbe l’integrazione non solamente sportiva.
I campionati di A e B potrebbero essere organizzati già da subito con tabelle che prevedano squadre francesi, italiane e spagnole a prescindere dai soliti ranking o numeri dei così detti “pubblici economici” che quantitativamente ma poche volte qualitativamente concorrono all’agone nelle leghe nazionali.
Simile idea sembrerebbe un ragionamento tardivamente pioneristico come gli azzardi propositivi di zio Silvio che quasi pretendeva di sapere e volersi occupare di tutto, ma notando di conseguenza che le difficoltà di coscienza europea ancora in lenta costruzione rallentano più del dovuto ed anacronisticamente lo sviluppo della vita e delle economie continentali, tale proposta spero possa arrivare alle federazioni che rigidamente seguono prassi organizzative desuete.
Ragionare anche politicamente in merito a divari est-ovest e non più nord- sud già sarebbe un cambio di prospettiva ed un ricalibro di paradigma che tolga dal vittimismo e dai pregiudizi fatalistici; realizzare invece una integrazione delle federazioni per abbattere i muri linguistici ed in piena coerenza con il libero mercato interno aiuterebbe l’intera bandiera europea.
In un articolo scorso sempre su il Quotidiano di Salerno suggerii alcune modifiche o altrettante integrazioni al regolamento come il “mezzo rigore” ovvero una specie di punizione libera dal limite dell’area sistemando la palla a discrezione del battitore ed altre proposte si ascoltano dagli anchorman radiotelevisivi, ma nel caso su esposto si consentirebbe di organizzare con dignità europea la partecipazione dei club nel reale contesto e non secondo logiche sorpassate e controproducenti.
Ad esempio una serie A ed una serie B con quattro squadre per parte spagnole, inglesi e greche, o similmente italiane, inglesi e tedesche, oppure tre squadre per parte francesi, belghe, svedesi ed irlandesi, albanesi, norvegesi e polacche, faciliterebbe anche gli spostamenti delle tifoserie e dell’intero indotto culturale ed economico.