CARLO PETRINI, IL RIVOLUZIONARIO DELLA LENTEZZA.

da Maria Giovanna Santucci
In un tempo che corre veloce Carlo Petrini visionario e attivista ha avuto il coraggio rivoluzionario della lentezza. Capace di vedere un mondo diverso dentro un gesto semplice: sedersi a tavola; il futuro nascerà proprio da lì, dal recupero dell’umano, del contadino, del pane condiviso, delle mani sporche di terra e dignità.
I suoi sogni tramutati in azioni concrete: nel 1986 dà vita a ad Arcigola, che nel 1989 diventerà ufficialmente Slow Food, il suo mantra: un cibo che deve essere necessariamente “buono, pulito e giusto”.
Nel 2004 nasce Terra Madre, la rete mondiale che ogni due anni riunisce a Torino migliaia di comunità del cibo, contadini, allevatori e accademici da oltre 150 Paesi.Sempre nel 2004: l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il primo ateneo al mondo interamente dedicato alla cultura e alla scienza del cibo.
È del 2017: il progetto co-fondato da Petrini e ispirato alla celebre enciclica ecologica di Papa Francesco, Comunità Laudato si’, teso a promuovere stili di vita sostenibili e giustizia sociale.
Il tema giustizia sociale caro a Petrini lo ritroviamo nel taccuino narrativo dal titolo: “Zuppa di latte”, pubblicato nella collana “Piccola Biblioteca di Cucina Letteraria” di Slow Food Editore, il cibo diventa memoria viva, gesto quotidiano e racconto collettivo. Non è soltanto un libro di ricette, ma una piccola geografia sentimentale fatta di cortili, cucine povere, botteghe di paese e mani che impastavano senza fretta.
Ogni ricetta porta con sé una storia: il profumo delle case, le parole delle nonne, la dignità della semplicità. E proprio nella semplicità si nasconde il cuore politico del libro: cucinare significava resistere allo spreco, difendere la memoria, tramandare identità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *