Da Davide Migliore
SALA CONSILINA – Il palcoscenico del Teatro Comunale “Mario Scarpetta” ha ospitato sabato 23 maggio un evento teatrale di straordinario spessore artistico e culturale, a chiusura della terza giornata del 2° Festival Nazionale di Teatro/Scuola “Mythikòn Teatro Classico”, che ha visto esibirsi varie scolaresche del Meridione. Nella serata finale gli studenti del Liceo Classico “M.T. Cicerone” hanno portato in scena una brillante e innovativa reinterpretazione della celebre “Lisistrata” di Aristofane.
Lo spettacolo, inserito nel programma del festival come esibizione fuori concorso alle ore 16:00, ha rappresentato il culmine di un percorso formativo e teatrale che fa riscoprire ai giovani l’amore per la classicità sotto la guida e la regia di Enzo D’Arco.
Il festival “Mythikòn”, giunto alla sua seconda edizione, si conferma un fiore all’occhiello sulla scena culturale del Vallo di Diano e non solo.
- Il primato:Si tratta del primo festival di teatro-scuola in Campania e in tutto il Meridione (insieme a quello della tradizione siciliana) dedicato unicamente al teatro classico.
- La rete istituzionale:La manifestazione prende vita grazie a una forte sinergia tra l’Istituto di Istruzione Superiore “Marco Tullio Cicerone” (con la dirigente scolastica dott.sa Antonella Vairo), il Comune di Sala Consilina (rappresentato dal sindaco avv. Domenico Cartolano) e la compagnia “La Cantina delle Arti”.
- La direzione:L’organizzazione e la direzione artistica sono affidate alla lunga e costellata esperienza del Maestro Enzo D’Arco.
La “Lisistrata”: Tradizione Classica e modernità
Sotto l’attenta regia di Enzo D’Arco, i ragazzi del Liceo M. T. Cicerone hanno saputo ridare voce a un testo rivoluzionario scritto nel V secolo a.C., durante la sanguinosa guerra del Peloponneso.
La messa in scena ha saputo mantenere un delicato equilibrio tra accuratezza storica e comicità, affrontando tematiche complesse come la condizione delle donne nell’antica Grecia. In quest’opera, infatti, esse acquisiscono per la prima volta un potere reale, unendosi in uno sciopero insolito per costringere gli uomini a deporre le armi e siglare la pace.
L’allestimento si è distinto per le sue scelte audaci e coinvolgenti:
- Linguaggi multipli:Unione fluida di recitazione in prosa, poesia e momenti di danza.
- Contrasti musicali:La colonna sonora ha creato un ponte temporale inaspettato, fondendo la solennità della musica classica con il ritmo incalzante di celebri brani moderni.
- Attualità:Pur mantenendo l’ambientazione nell’antica Grecia e un tono in apparenza leggero, la rappresentazione ha lanciato un messaggio profondo e di stringente attualità sul ruolo della donna nella società e sul tema della guerra.
Su quest’ultimo messaggio si può fare un’interessante riflessione. Così come le donne greche sullo sfondo della guerra del Peloponneso, le donne nel corso dei secoli hanno saputo ridefinire e evolvere la propria posizione sociale per far comprendere alla società il loro valore. Basti guardare ai profondi stravolgimenti dell’Ottocento, dove il ruolo delle donne iniziò a emanciparsi attraverso la partecipazione ai moti rivoluzionari e alle lotte per l’indipendenza, per poi arrivare alla consacrazione durante le due guerre mondiali: momenti drammatici in cui le donne, uscendo dalle mura domestiche per sostituire gli uomini in fabbrica e nella società, hanno dimostrato una resilienza fondamentale, gettando le basi concrete per la conquista dei moderni diritti civili e politici, mai abbastanza consolidati.
La chiusura della rassegna affidata alla “Lisistrata” dei padroni di casa ha così suggellato una giornata di grande teatro, dimostrando ancora una volta come i testi classici, se interpretati con passione e intelligenza dai giovani, abbiano ancora moltissimo da dire alla nostra società.
In una società come una Babele multimediatica/digitale in cui le parole, pronunciare a cuor leggero o al vento, sembrano aver perso completamente di significato. In questo contesto il teatro rappresenta uno dei principali momenti per ridare il loro significato e dignità.