FESTIVAL della “rottamatura”

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Parlarne é comunque pubblicità positiva che funziona. Ma non così. Ci si dimentica che già l’ultima edizione della kermesse culturale salernitana fu indagata per cattiva gestione economica.

 

In questi giorni il teaser pubblicitario é cominciato male con la contro-ghettizzazione ai danni di Erri De Luca, autore proprio dei best seller che hanno fatto da maggiore volano alle giornate letterarie in una città che insiste nel confondere temi e pertinenze, competenze e contesti.

 

Non é certo l’assegnazione del Leone d’Oro veneziano il premio ultimo, né trattasi di festival canoro, ma appunto di occasione unica per il confronto, il dibattito civile e sereno di qualsiasi argomento riportato nero su bianco per una industria editoriale che non solamente in Italia fatica a resistere.

 

Un settore che va dagli appuntamenti di galassia Gutenberg fino al cinema di Peppe d0Antonio che con Linea d’Ombra traduceva a Salerno la letteratura sullo schermo forse in maniera pioneristica o piena di troppe etichette alternative di sinistra, ma riempiva sale e strade della movida decadente.

 

L’organizzazione invece del Festival ha probabilmente travisato il ruolo pedagogico per quello spettacolare perdendo di vista la materia ed il settore fortunatamente assegnato e conquistato nella geografia fisica e culturale in cui ci si trova ad operare, assurgendosi inoltre arrogantemente ad arbitrium un potere non richiesto evidentemente per competenze altrettanto fraintese.

 

Saltare poi il passo più lungo della gamba su argomenti esogeni e delicati per finire addosso ad un capro espiatorio dalla firma di Erri De Luca rivela disattenzione sulla persona anziana innanzitutto, ma di specie sugli stessi filoni letterari del genere più gettonato dalle case editrici che hanno registrato volumi di vendita impensabili nella zona euro digitale. Un festival insomma che dimentica il mercato in cui si trova.

 

Come al solito se non conviene sparare sulla croce rossa, non conviene nemmeno esaltarsi troppo rivelando in tal guisa una immeritevole competenza e parimenti io non sto certo a demonizzare troppo simili errori ad un’organizzazione che si prende la pagina con tutto il libro, poiché appartenente ad una classe politica gonfia di incomprensioni ma alla quale non sputo nel piatto perché come spiegato é la mia città che ne possa giovare come le prime originali edizioni alle quali partecipavo non solamente come cliente; altrettanto come la volta passata però non andrò a posargli un centesimo nemmeno per una passeggiata aperitivo fatta di arachidi e tartine a contorno degli stand. Anche perché gli assaggini e la pasta e fagioli che gentilmente offriranno gli sponsor enogastronomici non avrebbero lo stesso sapore.

 

Buona letteratura a tutti, accetto l’iniziativa ma rimango fedele agli eventi underground di book sharing, fiere del Crocifisso, mercatini e reali scambi di opinioni, dove davvero si possano rottamare le storture del pensiero telecomandato.

Approfitto infine per fare gli auguri al consigliere Amendola sperando che in futuro non lavori come tale organizzazione caduta in fallace metodologia confondendo l’utenza del mercato bibliografico con quello telecinematografico.

 

 

 

 

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