Elezioni Salerno: AVELLA dalla “terra socialista” al bieco ostracismo

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Da socialista-socialista vorrei chiedere, come chiedo, al segretario nazionale del P.S.I. (Partito Socialista Italiano) perché all’interno del partito salernitano il benchè minimo dissenso viene sempre punito con la cacciata “a furor di dirigenti” di chi ha osato aprire una discussione democratica all’interno dello stesso partito.

Ma il Partito Socialista non era “vita, dibattito, concertazione, partecipazione, progressismo e lealtà nella diversità di opinioni” o tutto questo è diventato tragicamente la costola sinistra dell’odioso e imperante deluchisno ?

So benissimo che il potere va difeso con le unghie e con i denti ma farlo alla maniera deluchiana mi sembra davvero esagerato; è un errore gravissimo buttar fuori o mettere in condizioni di andar via chiunque si propone e si muove nel senso giusto della storia per rilanciare nella sua autonomia il partito che profumava dell’odore dei garofani.

Capisco anche benissimo che senza Enzo Maraio e il fedelissimo Silvano Del Duca e senza la loro imperterrita azione, iniziata tanti anni fa, di ritrovamento del socialismo innanzitutto tra i giovani oggi davvero il partito non ci sarebbe più, ma è anche giusto che una volta costruita l’impalcatura sarebbe necessario e corretto riempirla anche di contenuti storici e non solo giovanili (leggasi l’elezione della giovanissima Simona Calzaretti, con i suoi <?> 1.247 voti, che forse non è neanche iscritta al partito o se lo è questo è accaduto da poco) per poter dare consistenza concreta alla struttura che dovrebbe, comunque, riuscire a rimettere in gioco anche la famiglia Conte a costo  nell’assoluta democraticità dell’evento di fare qualche piccolo passo indietro.

Il caso di Rino Avella (socialista veramente storico della città e del partito) è soltanto l’ultimo di tanti casi già accaduti (è inutile rifare i nomi) e che con Rino hanno trovato, la punta massima dell’iceberg che è ancora sommerso.

Avella è stato sempre così, volitivo, costruttivo, socialista per convinzione ma anche fermamente deciso a cambiare lo stato di subalternità che il PS salernitano evidenzia nei confronti di Vincenzo De Luca; e sono convinto che questo stato non è determinato soltanto dalla voglia di mettere in magazzino qualche incarico importante ma anche da una sorta di terrore politico che senza il dominus non si possa andare da nessuna parte; a Salerno se il PS ricomincia a fare una politica unitaria c’è un enorme spazio per ritornare ai vertici.

E la vicenda Avella lo ha dimostrato con i voti che lo stesso Rino ha agguantato in uno schieramento che non era il suo; bello sarebbe stato confezionare il nuovo (Calzaretti) gli adulti (Natella e Cammarota) e con il vecchio (Avella) per rilanciare davvero il partito in città e in provincia dove qualche piccolo focolaio (leggasi Vallo di Diano) esiste sì ma cresce soltanto con “il sistema di potere Maraio/Del Duca” con l’aggiunta anche di una new-entry.

Peccato, un vero peccato; quel movimento che gli stessi Maraio e Del Duca avevano lanciato ricominciando dal “capolinea” sta naufragando in un becero e raccogliticcio pupazzo di interessi assolutamente personalistici.

La frittata, comunque, non è ancora del tutto fatta e con un po’ di buona volontà può essere salvata e offerta in pasto a tutti i socialisti; intanto il movimento “Terra Socialista”  lancia a tutta la sinistra locale l’idea di costruire una vera e propria coalizione:

 

 

 

Terra Socialista e Risorgimento Socialista: si costruisca la coalizione di sinistra in Consiglio
“Avella nostro rappresentante nell’assise in rapporto di leale collaborazione con AVS”
Al termine di una riunione congiunta del Comitato Costituente dell’Associazione Terra Socialista e dei responsabili provinciali del Partito di Risorgimento Socialista, le due organizzazioni hanno licenziato un documento politico comune, inviato a Franco Massimo Lanocita e ai vertici provinciali del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi Sinistra, sui risultati delle elezioni comunali di Salerno del 24 e 25 maggio 2026 e sulle prospettive che ne conseguono per la vita politica cittadina.

I socialisti salernitani salutano con orgoglio la plebiscitaria riconferma in consiglio comunale di Rino Avella, candidato di Terra Socialista, con il sostegno del Partito di Risorgimento Socialista, nella lista Alleanza Verdi e Sinistra: primo degli eletti tra i consiglieri dell’opposizione con oltre mille preferenze. Il documento parla di straordinario risultato, ottenuto non solo grazie a “un consolidato e rilevante consenso personale”, ma con “il forte sostegno di movimenti e realtà socialiste all’interno della lista Alleanza Verdi e Sinistra”.

Il documento ricorda che Avella è “uno storico militante socialista”: ha iniziato la propria attività politica nelle lotte studentesche degli anni ‘70, ha militato nella FGSI e nel PSI come dirigente, ed è stato più volte consigliere comunale e assessore a Salerno.

In Consiglio Comunale Avella, manterrà “un leale rapporto di collaborazione e impegno comune con i compagni di AVS, a sostegno dei loro programmi” e, nel rispetto della propria identità politica, rappresenterà formalmente Terra Socialista – federata con Risorgimento Socialista – tra i banchi dell’opposizione.

TS e RS propongono la costituzione di un gruppo consiliare autonomo che riunisca i rappresentanti delle quattro forze elette: Terra Socialista/Risorgimento Socialista, M5S, AVS e Lista Salerno Democratica. Il documento precisa che ogni forza deve avere “il giusto ruolo e la necessaria visibilità negli incarichi istituzionali di competenza dell’opposizione, al fine di garantire l’indispensabile pluralismo ed identità delle diverse forze”.

L’intenzione dichiarata è quella di un’opposizione costruttiva, purché la maggioranza dimostri “senso di responsabilità e rispetto” per le proposte che verranno avanzate. Altrimenti, avvertono i due soggetti politici, “sarà opposizione dura, nell’assemblea cittadina e in città”.

Sul risultato complessivo del voto il documento è netto. La coalizione uscente ha vinto al primo turno, ma TS e RS sottolineano come essa si sia “limitata a mantenere le posizioni conquistate cinque anni prima da Vincenzo Napoli”. Il neo sindaco De Luca, definito nel documento “star dei media mainstream nazionali”, ha raggiunto il 57%, identica percentuale della “sua sbiadita controfigura nel turno precedente”.

Calano i votanti, calano i voti alle liste della coalizione di governo, e per la prima volta le liste hanno complessivamente superato in voti lo stesso candidato sindaco. Per TS e RS si tratta di segnali inequivocabili: il documento li legge come “l’inizio di un declino del neo sindaco De Luca e, al tempo stesso, come “un segnale di cambiamento, seppure ancora timido, da parte dei salernitani”.

La riunione ha anche sancito la volontà delle due organizzazioni di formalizzare un patto federativo per la consultazione e il mutuo sostegno nelle iniziative politiche ed elettorali a livello locale, regionale e nazionale. Terra Socialista ha inoltre avviato l’iter per la ratifica del proprio statuto, passo necessario alla piena operatività dell’associazione.

SALERNO, 1 GIUGNO 2026

 

One thought on “Elezioni Salerno: AVELLA dalla “terra socialista” al bieco ostracismo

  1. I giovani dovrebbero imparare e tornare a fare la “gavetta”.
    Oggi con i social si è persa questa disciplina e talvolta incompetenti, per mancanza di esperienza e anni, vengono proiettati in ruoli di vertici politico-istituzionali, facendo gravi danni alla governabilità del Paese.
    Questa tecnica della “rottamazione” promossa dal fu “RENZI IL ROTTAMATORE”, ci ha portato a vedere da quel giorno una serie di pseudo-leader giovani (lui compreso) che hanno e fanno vita come una zanzara.
    Il risultato è che una volta entrati nel “SISTEMA” anche se non più votati, infastidiscono in modo determinante la tenuta del governo, non solo quello centrale ma anche regionale e provinciale.

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