Aldo Bianchini
RIMINI – Nella note tra il 9 e il 10 giugno scorso, intorno alle ore 02.23, l’uomo di colore LOUIS DASSILVA (36enne di origine senagalese) in carcere dal 16 luglio 2024, dopo ben 693 giorni di detenzione preventiva, è stato liberato in seguito alla sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Assise di Rimini.
Era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso con 29 coltellate, in Via del Ciclamino n. 31, la 78enne signora Pierina Paganelli, suocera della sua amante Emanuela Bianchi.
La Bianchi, insieme al fratello Loris ed alla moglie di Louis, è stata fin dal 3 ottobre 2023 (giorno del delitto), una dei personaggi televisivi al centro dell’attenzione mediatica nazionale, non solo per essere stata l’amante di Louis ma perché la sua testimonianza (cambiata dopo circa 17 mesi dall’omicidio) aveva praticamente inchiodato il malcapitato senegalese che nel frattempo si era sentimentalmente allontanato.
LA NOTIZIA – Così scrive il Corriere di Bologna sul fatto: “Processo Pierina Paganelli, l’imputato era accusato di aver ucciso la 78enne a Rimini il 3 ottobre 2023 con 29 coltellate per nascondere la relazione con la nuora della vittima, Manuela Bianchi. La sentenza dopo 16 ore di camera di consiglio. Assolto in primo grado per non aver commesso l’omicidio di Pierina Paganelli. La sentenza letta poco dopo le due del mattino dalla giudice presidente della Corte D’Assise di Rimini Fiorella Casadei è arrivata al termine di una lunghissima camera di consiglio. In sedici ore è crollato l’impianto accusatorio imbastito dalla Procura di Rimini, dal pm Daniele Paci e dalla Squadra mobile, costruito in due anni di indagini e in un processo durato sette mesi. Un procedimento indiziario senza prove dirette, per la mancanza di tracce di dna o impronte riconducibili all’assassino né materiale audiovisivo … Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra qualche settimana: va anche ricordato che molto del materiale sequestrato alle persone coinvolte nelle vicenda, tra cui l’imputato, è stato mal conservato nei laboratori della Polizia Scientifica e non è stato possibile rintracciare l’eventuale presenza di dna o di tracce ematiche. Così come non ha avuto alcun peso il fatto che Louis Dassilva aveva consegnato abiti diversi da quelli indossati la sera del delitto alla Polizia”.
I MECCANISMI INFERNALI – Il caso che sicuramente non si chiuderà con la sentenza di 1° ha tenuto banco sulle tv nazionali per un anno e sei mesi, fino a quando nel marzo del ’25 è ricomparso il caso Garlasco che prevalse violentemente nei dati di ascolto. Ora è ritornato di nuovo alla grande anche perché per Garlasco c’è una pausa nell’attesa della consulenza psichiatrica ordinata dalla procura di Pavia a carico dell’indagato Andrea Sempio. Il caso Louis ripropone, comunque, con forza tutta la problematica relativa all’azione dei Pubblici Ministeri ed alla carcerazione preventiva che spesso supera ogni limite di tolleranza civile. Insomma il ritornello è sempre lo stesso:
INCAPACITA’ DEI P.M. – Per volare bassi è giusto rimarcare che il “caso Louis” rimanda al mittente il problema di sempre: “L’incapacità dei p.m. di muoversi anche nella ricerca delle prove a discarico dell’indagato”; vuoi perché da parte dei pm c’è un’interpretazione distorta del ruolo e vuoi perché il famoso o famigerato “nuovo codice di procedura penale” (la grande incompiuta di Giuliano Vassalli) ha consegnato nelle loro mani un potere immenso. E loro sono fermamente convinti che sia sufficiente accusare, mettendo insieme anche fragili indizi, per adempiere al proprio dovere di garanti della pubblica accusa. Se poi a loro ci aggiungi i vari investigatori che in pratica svolgono tutte le indagini e fanno gli interrogatori pensando già di scrivere le sentenze, ecco che la frittata è bella e pronta.
Sicuramente sulla decisione dei giudici della Corte d’Assise di Rimini avrà avuto un peso specifico anche la “vicenda Garlasco” ma, a mio avviso, più di tutto ha pesato il fatto che molto spesso i pm dimostrano una testardaggine che va oltre ogni limite; anche nell’annunciare il ricorso in appello prima ancora che la sentenza venga depositata. Incredibile !!
L’Italia intera per il “caso Louis” si è movimentata, la stragrande maggioranza era schierata contro i pubblici ministeri, ma misteriosamente quando viene chiamata a votare una eventuale riforma tutto cade nel nulla e i PM ritornano ad essere i “santi paladini del popolo e della libertà”.
I PM dovrebbero applicare con più efficenza l’art.358cpp.
Nella campagna del referendum, disse il loro “principale rappresentante” degli ultmi 20 anni…
<<Scendete da quel "soppalco" e andate nella gente per ascoltarla e capire le varie vicissitudini… e non rimanete chiusi nella "bolla" del vostro ufficio.
Ne vale della credibilità avverso la magistratura.
Il voto sul referendum è stato l'ennesimo plagio dei cittadini "votanti" i quali come in tutte le tornate elettorali, in gran parte si affidano al loro politico o familiare o datore di lavoro di riferimento.