TERNA: la posa dei cavi e il destino di Montesano

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Ormai è fatta, la grande multinazionale TERNA ha iniziato la posa dei cavi sottomarini tra la Sardegna, la Sicilia e la Campania; e quello che poteva apparire soltanto come un progetto per foraggiare qualche borsa di studio universitaria e qualche ricco incarico è diventata una splendida realtà progettuale, progressista e innovativa in campo europeo e, forse, mondiale.

Collegare, ai fini energetici, tre regioni importanti come la Sardegna, la Sicilia e la Campania coinvolgendo anche le tre università (Cagliari, Palermo e Salerno) è senza dubbio una grande opera infrastrutturale e anticipatrice di quella che dovrà essere la transizione energetica del Paese.

E la scelta di Salerno come terza punta del discorso non è casuale; nella nostra provincia la Terna sta investendo diversi miliardi di euro di denaro pubblico per migliorare innanzitutto le nostre condizioni di vita ed alleggerire anche le nostre bollette.

Ma la Terna, come sappiamo, nella nostra Provincia non gode di molte simpatie, anzi dove aveva tentato un primo approccio con un serio investimento (Montesano sulla Marcellana) c’è stata, anni fa, addirittura una rivolta popolare al suono delle note di “Azzurro” (la famosa canzone ecologica di Adriano Celentano).

Ora, però, le condizioni del discorso potrebbero cambiare perché non è più soltanto Montesano ad essere oggetto dell’investimento ma l’intero territorio provinciale con varie stazioni termoelettriche e addirittura l’Università dove già da anni un gruppo di giovani ricercatori sta lavorando alla rete progettuale per realizzare stazioni in più parti della provincia.

Per il momento sono solo sussurri, ma il recupero della stazione di Montesano già quasi pronta potrebbe diventare un’esigenza inalienabile nell’immediato futuro.

LA NOTIZIA:

“”” … Cento miliardi di investimenti nel Mezzogiorno entro il 2030, a partire dalle rinnovabili. È quanto prevede il PNIEC, il Piano nazionale integrato energia e clima, aggiornato nel 2024, confermando il ruolo del Sud come cuore pulsante della transizione energetica del Paese. La sfida per le imprese (e le bollette delle famiglie) si vince qui, anche perché il gas, pure con l’idrogeno, resisterà ancora per decenni al vertice degli approvvigionamenti e il ritorno al nucleare sta muovendo i suoi nuovi, primi passi solo adesso. E’ nelle regioni meridionali, dove già si concentra la produzione più rilevante di energia rinnovabile con l’eccezione dell’idroelettrico – che si svilupperà la quota maggiore di futura capacità green, nonché di accumulo dell’energia (batterie e pompaggi idroelettrici). Ma il Sud svolgerà un ruolo chiave anche rispetto alle interconnessioni con il Nord Italia e con i Paesi affacciati sul Mediterraneo: sarà insomma, sempre più, il principale snodo energetico del Paese … “”” (notizia tratta dal quotidiano Il Mattino del 29.05.26)

One thought on “TERNA: la posa dei cavi e il destino di Montesano

  1. Questi progetti che vengono fatti “Ingerire” dal popolo come un loro beneficio destano sempre forti perplessità sui reali fini che spesso poi si rivelano investimenti e business per aziende e imprese spesso multinazionali.
    Anche sullo sviluppo e finanziamento dell’Eolico ci fu detto che era necessario per risparmiare sulla bolletta.
    Poi ci fu detto che “il fotovoltaico” pure ci avrebbe fatto risparmiare sulla bolletta.
    Con la pandemia, “inventarono” il “superbonus” o meglio chiamarlo “il cappotto” agli edifici, pure per farci risparmiare sulla bolletta.
    Nemmeno erano e sono finiti “i cappotti” agli edifici che si inventarono il PNRR per farci riprendere…? …Dalle “batoste” degli inganni a tema “risparmiare sulla bolletta”…
    E poi con la solita scusa della “guerra” si sono inventati il gas americano… pure per risparmiare sulla bolletta…
    Chi di voi a notato un risparmio sulla bolletta negli ultimi 10 anni?
    RAGIONATECI SOPRA…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *