La memoria viva di un cronista: Aldo Bianchini torna a raccontare la Tangentopoli al Teatro Nuovo di Salerno

 

 

Da Davide Migliore

 

SALERNO – A sei mesi dalla prima presentazione al palazzo della Provincia, il direttore de “Il Quotidiano di Salerno” ripropone il suo volume “La tangentopoli di Salerno – 1992 / 1994“. Un monito chiaro al pubblico: “Questa non è una storia studiata sui testi, ma verità vissuta sul campo, nelle aule di tribunale”.

 

C’è una differenza abissale tra la storia che si legge nei manuali e quella che si respira nelle aule di tribunale, tra i corridoi dei palazzi del potere e le strade di una città in subbuglio. È questo il messaggio potente e inequivocabile che Aldo Bianchini, decano del giornalismo campano e direttore de Il Quotidiano di Salerno, ha voluto lanciare al Teatro Nuovo lo scorso 4 giugno 2026.

L’occasione è stata la nuova e attesa presentazione del suo libro, “La tangentopoli di Salerno – 1992 / 1994” (edito da Officine Editoriali da Cleto). Un appuntamento che segue il grande successo del primo incontro, svoltosi nel dicembre 2025 presso la storica Sala Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, e che conferma l’enorme interesse del pubblico salernitano per un’epoca che ha segnato uno spartiacque decisivo per l’assetto politico, istituzionale e giudiziario del territorio.

Al Teatro Nuovo di Salerno, Bianchini ha tenuto a ribadire un concetto fondamentale, vera anima dell’intera opera: le nozioni, le dinamiche e i retroscena presenti nel libro non sono frutto di fredde ricerche bibliografiche o di sentito dire, ma sono state vissute in prima persona, sul campo.         Nel biennio di “Mani Pulite”, Bianchini non era un osservatore distante, ma un cronista in trincea. Ha vissuto, ora dopo ora, lo scoppio degli scandali, il tintinnare delle manette e il crollo della Prima Repubblica a Salerno e in tutti i 156 comuni della provincia, dall’Agro nocerino-sarnese al Cilento, passando per il Vallo di Diano.

Il volume, come già emerso durante la prima presentazione moderata dall’editore Marco Marchese e arricchita da autorevoli esponenti del mondo istituzionale e culturale, si pone come un mosaico certosino.

Bianchini si allontana dalla logica dei comunicati stampa per abbracciare quella del “ragionevole dubbio“.

Nel libro, il giustizialismo degli anni ’90 viene analizzato criticamente, spingendosi fino a tracciare coraggiose analogie storiche con il clima della Santa Inquisizione: il passaggio scivoloso da un processo “sui fatti” a un processo “sulla persona”.

Raccontare quegli anni, con i suoi veri e falsi scandali, l’uso talvolta disinvolto della carcerazione preventiva e i misteriosi intrecci tra politica, imprenditoria e magistratura – come la “giornata particolare” del 22 maggio 1993, minuziosamente ricostruita nel testo – richiede una voce libera.

E quella di Bianchini, giornalista di profonda e coerente vocazione garantista, si conferma tale.

L’incontro del 4 giugno al Teatro Nuovo non è stato dunque una semplice replica, ma una necessaria sottolineatura metodologica. In un’epoca di sovraesposizione mediatica e di giudizi sommari sui social, la testimonianza diretta di chi ha “consumato le suole delle scarpe” seguendo i grandi processi rappresenta un patrimonio inestimabile.

La tangentopoli di Salerno – 1992 / 1994” non si limita a elencare sentenze o capi d’accusa, ma restituisce l’atmosfera di un’epoca che ha stravolto l’Italia, ricordandoci che la ricerca della verità è un percorso complesso, che non si impara dai libri, ma si affronta guardando in faccia la realtà, sul campo.

 

NOTA DI REDAZIONE:

La presentazione del libro “La tangentopoli salernitana 1992 / 1994” è stata brillantemente condotta dal notissimo giornalista-scrittore Alfonso Bottone, ideatore ed organizzatore della storica rassegna letteraria “…incostieraAmalfitana.it”.

Nel corso della stessa serata-spettacolo nel foyer del Teatro Nuovo di Salerno è stato presentato il libro di Gianni Mauro, noto componente de “I Pandemonium”, intitolato “Guendalina non si vede e non si sente (ed. Il Papavero); nella stessa serata sono state premiate la dott.ssa Fiorenza Baldi (promotrice recupero tradizioni gastronomiche) e la sig.ra Daniela Dentato (musicista, promotrice cultura danze popolari).

One thought on “La memoria viva di un cronista: Aldo Bianchini torna a raccontare la Tangentopoli al Teatro Nuovo di Salerno

  1. Ribadisco che tangentopoli fu “il battesimo” della magistratura politicizzata”.
    LUNGA VITA AL CRONISTA VIVENTE DI QUELL’EPOCA .

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