IL CALDO STA AUMENTANDO. MA SEI SICURO DI SAPERTI PROTEGGERE DAVVERO?

da Dr. Alberto Di Muria

 

“Dottore, quest’anno il caldo mi sta distruggendo. E siamo appena all’inizio.”
Questa frase l’ho sentita diverse volte negli ultimi giorni. E ogni anno succede la stessa cosa. Arrivano le prime vere ondate di calore e molte persone iniziano a sentirsi improvvisamente più stanche, più affaticate, più lente. Alcuni accusano mal di testa, altri pressione bassa, altri ancora gambe pesanti, sonno disturbato o una sensazione generale di spossatezza. La maggior parte pensa che sia normale. In parte lo è. Ma solo fino a un certo punto.
Qualche settimana fa entrò in farmacia un uomo di 58 anni. Persona attiva, abituata a lavorare, a muoversi e a gestire giornate intense. Mi disse una frase molto semplice: “Non mi sento malato. Mi sento svuotato.” Era una descrizione perfetta. Perché il caldo raramente provoca sintomi improvvisi nelle persone sane. Molto più spesso amplifica una fatica che era già presente ma che fino a quel momento il corpo riusciva a compensare.
La verità è che il nostro organismo lavora continuamente per mantenere una temperatura interna stabile. Quando all’esterno ci sono trenta o trentacinque gradi, il corpo deve impegnarsi molto di più per raffreddarsi. Per farlo utilizza diversi meccanismi. I vasi sanguigni si dilatano per disperdere il calore, aumenta la sudorazione e cresce il lavoro richiesto al sistema cardiovascolare.
Questo significa che durante un’ondata di calore il corpo consuma più energia anche se stiamo semplicemente seduti.
Molte persone non si rendono conto di quanto sia impegnativo questo lavoro. Pensano che la stanchezza dipenda solo dal caldo percepito. In realtà il caldo rappresenta uno stress biologico vero e proprio. E come ogni forma di stress richiede capacità di adattamento.
Ed è qui che emerge la differenza tra una persona che arriva all’estate in equilibrio e una persona che arriva già stanca.
Chi ha trascorso mesi vivendo sotto pressione, dormendo poco, recuperando male e accumulando stress, spesso affronta il caldo con riserve energetiche già ridotte. È come partire per una lunga salita con il serbatoio mezzo vuoto.
Uno degli errori più frequenti che vedo fare è bere soltanto quando compare la sete. In realtà quando sentiamo sete il corpo ha già iniziato a perdere una parte significativa dei liquidi di cui avrebbe bisogno. Una corretta idratazione deve iniziare prima. Bere regolarmente durante tutta la giornata aiuta non solo a compensare la perdita di liquidi ma anche a sostenere la funzione cardiovascolare e la termoregolazione.
Anche l’alimentazione cambia completamente il modo in cui affrontiamo il caldo. Molte persone, inconsapevolmente, aumentano il consumo di alimenti ricchi di sale, cibi pronti e snack confezionati. Il risultato è una maggiore ritenzione idrica e una sensazione di pesantezza ancora più marcata. Al contrario frutta fresca, verdura di stagione, alimenti ricchi di acqua e una corretta distribuzione dei pasti aiutano il corpo a gestire meglio le alte temperature.
C’è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato: il sonno.
Durante le ondate di calore molte persone dormono peggio. La temperatura corporea fatica a scendere durante la notte e il recupero diventa meno efficace. Questo significa che il giorno successivo il sistema nervoso parte già svantaggiato. E quando il sistema nervoso è affaticato, tutto il corpo lavora peggio.
È proprio qui che entra in gioco il collegamento tra caldo, sistema nervoso e stanchezza.
Molte persone pensano che il caldo colpisca soltanto la circolazione o la pressione. In realtà coinvolge l’intero organismo.
In alcuni casi può essere utile sostenere il metabolismo energetico con nutrienti che favoriscono la produzione di energia cellulare. In altre situazioni il magnesio rappresenta un supporto prezioso perché contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e aiuta a ridurre quella sensazione di affaticamento che molte persone avvertono nei mesi estivi.
Quando invece prevalgono gambe pesanti e gonfiore, fitoterapici come vite rossa, rusco e centella asiatica possono sostenere il microcircolo e migliorare la sensazione di pesantezza tipica dei mesi caldi.
Ma nessun integratore può sostituire alcune semplici abitudini quotidiane. Camminare nelle ore più fresche, evitare attività intense nelle ore centrali della giornata, mantenere una buona idratazione, consumare pasti leggeri e garantire al corpo momenti di recupero rappresentano ancora oggi le strategie più efficaci.
Il messaggio più importante che vorrei lasciarti è questo: il caldo non è soltanto una questione di temperatura. È una prova di adattamento per tutto l’organismo. E se ti senti più stanco, più lento o più affaticato del solito, non pensare immediatamente che sia normale o inevitabile. Potrebbe essere il segnale che il tuo corpo sta chiedendo più attenzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *