5 luglio 2006: Montesano in fiamme

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Sembra ieri, eppure sono passati già vent’anni, un’eternità da quando in quel maledetto giorno del 5 luglio 2006 (mercoledì) in una specie di insediamento industriale nel Comune di Montesano sulla Marcellana che in pratica era un misero laboratorio male organizzato ed assolutamente privo di ogni presidio di sicurezza sul lavoro morirono, bruciate vive, le due giovani donne Giovanna Curcio ed Annamaria Mercadante; morte per un salario di 1,50 € all’ora.

Sulla triste vicenda intervenne subito anche l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (era stato eletto il 15 maggio 2006) che sollecitò una legge specifica e dura contro la mancanza di presidi di sicurezza nei cantieri di lavoro; la legge fu fatta ma, come tante altre leggi, è rimasta soltanto allo stato delle chiacchiere pure.

Questa è una vicenda che ho seguito come giornalista ma anche come ex ispettore degli infortuni sul lavoro; una vicenda che, da quel lontano 5 luglio 2006, mi ha visto in prima linea anche sotto il profilo giudiziario per aver messo in evidenza ed aver segnalato alla procura della Repubblica di Sala Consilina le gravissime carenze di controlli (documentate e denunciate con chiarezza dalle operaie Anna Elisa Pepe Lady Mary Cristian De Masi all’UPLMO <Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione> tramite l’avvocato Renivaldo La Greca e che né l’Ispettorato del Lavoro, né il Tribunale di Sala C. e neppure gli avvocati difensori delle due cadute sul lavoro hanno voluto raccogliere: e purtroppo men che meno i familiari delle due innocenti vittime.

In passato il sindaco di Montesano sulla Marcellana prof. Giuseppe Rinaldi si era molto interessato alla vicenda ed aveva dichiarato che “a seguito di atto di indirizzo della Giunta Comunale e del sottoscritto proponente, la neoistituita Commissione Toponomastica del Comune di Montesano Sulla Marcellana, di cui fa parte anche il comune amico poeta Mario Salvatore Senatore, ha deciso, nella seduta del 21 ottobre u.s., di condividere l’intitolazione a Giovanna Curcio ed Annamaria Mercadante della nuova sala polifunzionale comunale di Prato Comune che dista, in linea d’aria, meno di 50 metri dal luogo dell’incidente”. 

Era il 25 ottobre del 2022; spero che le promesse del sindaco siano state realizzate (questa redazione non è stata informata della probabile evoluzione della storia); ricordare quelle due vittime della trascuratezza umana mi sembra doveroso, visto che non è stato ancora possibile istituire una specifica giornata del ricordo.

Ma si sa, viviamo in un Paese dove tutti criticano e si scandalizzano per il fatto che ai due titolari del locale notturno andato in fiamme a Crans Montana in Svizzera è stata subito data la possibilità di aprire altri due locali e dimentichiamo rapidamente che dopo l’incendio di Montesano fu dato al titolare di quel materassificio la possibilità di aprire un laboratorio in Sala Consilina.

2 thoughts on “5 luglio 2006: Montesano in fiamme

  1. Il giornalista Pietro Cusati ha ripetutamente sollecitato il Sindaco di Montesano Sulla Marcellana,Prof. Giuseppe Rinaldi per l’intitolazione di una Via o una Piazza alle due donne di Montesano morte nell’incendio del materassificio in cui lavoravano senza le necessarie precauzioni antinfortunistiche.

  2. È bello, profondo e argomentato con dati storici, dottor Bianchini ,questo Suo ricordo di quelle giovani vite spezzate mentre si guadagnavano un pezzo di pane…. sì e nel 2026 si continua a morire solo per un pezzo di.pane.Sono morti quotidiane che interrogano la coscienza di ogni essere umano e dovrebbero suscitare negli enti preposti e nei Governi azioni serie che non tengano conto di nessuno interesse, che non temano di fare ” torto” a qualcuno ma che aspirino a mettere fine a questa quotidiana carneficina, perché ogni padre,ogni madre TORNINO SEMPRE A CASA DAL LAVORO!

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