Da Rossana Larocca
Napoli si è stretta oggi in un abbraccio commosso e oceanico per l’ultimo saluto ad Annalisa Paduano, per tutti semplicemente Nanà. La nota mamma tiktoker si è spenta ieri, 9 luglio, lasciando un vuoto immenso non solo nella sua famiglia, ma in una community sterminata che oggi ha voluto essere presente in massa ai suoi funerali. Una folla enorme, composta da gente comune, si è radunata per tributarle quell’affetto sincero che Nanà aveva saputo seminare giorno dopo giorno, video dopo video.
Insieme al figlio Francesco Carrano, Nanà era diventata una vera e propria celebrità del web grazie a sketch ironici, intelligenti e mai volgari. Un sodalizio familiare che regalava risate genuine, specchio di una napoletanità autentica, verace e colma di amore.
Un’ondata di affetto senza precedenti
Nel mondo dei social network, spesso teatro di critiche feroci ed eroismi da tastiera, la scomparsa di Nanà ha generato un fenomeno straordinario e raro: migliaia di messaggi di puro e unanime affetto. Nessuna voce fuori dal coro, nessuna polemica. Solo una marea di ricordi, condoglianze e sincera commozione.
Leggendo i commenti che affollano le piattaforme in queste ore, emerge un dato sorprendente:
- Moltissimi utenti dichiarano di soffrire come per la perdita di una persona di famiglia.
- Per altri era diventata la vicina della porta accanto, quella che con un sorriso o una battuta riusciva a svoltare anche la giornata più grigia.
Come è entrata così profondamente nel cuore degli utenti?
Viene da chiedersi quale sia stato il “segreto” di Annalisa Paduano. In un ecosistema digitale dominato dall’apparenza, dai filtri e da vite patinate spesso palesemente finte, Nanà ha portato una rivoluzione silenziosa: la normalità.
Non recitava la parte della “mamma perfetta” o dell’influencer distaccata. Era semplicemente se stessa.
Il legame profondo con il figlio Francesco non era un prodotto studiato a tavolino per fare visualizzazioni, ma la naturale estensione di una quotidianità in cui chiunque poteva rispecchiarsi. La sua ironia era un’arma di intelligenza e leggerezza, capace di abbattere lo schermo dello smartphone e annullare le distanze geografiche. Chi la seguiva non si sentiva un semplice “follower”, ma un ospite gradito nel salotto di casa sua.
Oggi la commozione della folla ai funerali ha dimostrato che quel legame virtuale era, in realtà, estremamente reale. Nanà se n’è andata, ma lascia una lezione preziosa al mondo dei social: l’autenticità e la gentilezza sanno ancora fare rumore. E il pubblico sa bene come restituire l’amore che riceve.