Aldo Bianchini
SALERNO – Dopo l’irruzione clamorosa della Corte dei Conti sulle dimensioni dei bilanci dello storico Giffoni Fil Festival (GFF) sarebbe molto facile dichiarare, da parte mia, che non ho mai amato e non amo il dr. Claudio Gubitosi (inventore e storico presidente del Festival); lo scrissi anche il giorno 8 agosto 2024 per rispondere ad una gratuita affermazione “Noi amiamo Gubitosi” apparsa su un sito di giornalisti salernitani.
Fui ovviamente sommerso dalle critiche, sempre gratuite, da parte di alcuni giornalisti salernitani che da decenni partecipano alla divisione della “torta pubblicitaria” che sapientemente il cda del Festival sgancia ogni anno nelle direzioni più compiacenti.
Il caso era nato da una piccata risposta scritta del sen. Antonio Iannone in seguito alle sceneggiate messe in atto da Gubitosi davanti al Parlamento ed a Palazzo Chigi per protestare contro il presunto taglio dei contributi milionari. Qualche tempo prima c’era stata la dettagliata denuncia del deputato del Mov 5 Stelle Angelo Tofalo.
Il senatore di Fratelli d’Italia pose una serie di circostanziate domande alle quali Gubitosi ancora oggi non ha risposto, anzi le ha respinte sdegnosamente come se il senatore avesse violato una sacralità riconosciuta e conclamata.
Manco a dirlo, dopo poco meno di due anni, ecco arrivare l’inchiesta da Parte della Corte dei Conti sui conti del Festival e sulla destinazione dei contributi pubblici.
Contrariamente ad altri e nell’ottica di non cadere in contraddizione ribadisco, ancora una volta, che io non ho mai creduto ciecamente e tuttora non credo nelle inchieste della CdC perché quasi sempre si rivelano farlocche e basate sul nulla. Bisogna aspettare per credere; nel frattempo Claudio Gubitosi e il suo festival sono perfettamente innocenti. Punto.
Condanno, però, con fermezza tutte quelle testate giornalistiche che hanno pubblicato la notizia dell’irruzione della CdC, perché la notizia va data, senza minimamente cercare di interpretarla dopo aver goduto per anni delle sponsorizzazioni fatte con denaro pubblico.
Quindi nell’attesa io continuo a dire che “io non amo Gubitosi”; ma preciso anche che questo sentimento personale non ha mai influito sul mio giudizio giornalistico nei confronti di Claudio Gubitosi che (pur non godendo dei favori pubblicitari) ho sempre indicato come un personaggio pubblico capace di dar vita e di sostenere una grande iniziativa come quella del “Giffoni Film Festival” nota e rispettata in tutto il mondo.
Ma questo, ovviamente, è un’altra cosa rispetto all’utilizzo di danaro pubblico.