da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Salerno sound, ma cantano artisti di altre regioni, quindi abbiamo consiglieri nemmeno buoni in prima elementare. E come da tradizione sbagliata o illusione pagata a spese dei cittadini, ad organizzare simili feste di paese gli stessi seguaci dello stesso pifferaio, dando per assodato che una musica fruibile comunque ogni giorno su radio e tv dovesse incrementare la propaganda di plastica; ma purtroppo nelle feste di paese fanno cantare i propri artisti o zampognari e tarantelle sti che siano e rinnovandoli ad ogni appuntamento o evento. Neri per caso, Rocco Hunt, i dee-jay di Salerno e provincia, il folklore di Antonio Giordano o la scuola jazzistica del luogo sono alcune delle presenze che in qualsiasi altra città farebbero da prodotto turistico originale; ma invece senza cambiare programmi ed elettrodomestici, nel salone dei Marmi vige malgrado ancora una incomptenza terrificante ed una distrazione stucchevole. Tale appello almeno ai lettori de il Quotidiano di Salerno si ripete almeno dalle mie righe da almeno sei anni a proposito della sciocca ripetizione ottusa in occasione degli allestimenti per le notti di San Silvestro: assistere al perpetuato scempio di risorse economiche e mentali e’ desolante e scandaloso e spero che qualche autorità possa riuscire a commissionare nuovamente e davvero le attività istituzionali che si sta confermando altresì inadeguata. Infine provo ancora a ribadire e ricordare che il concertismo pubblico per una sana economia pubblica non debba mai arrivare a tale esagerazioni viziate da una mala prassi abitudinaria poiché a danno degli operatori privati non solamente della ristorazione ma appunto della iniziativa privata secondo cui normalmente esista un organizzatore, una prevendita, un botteghino ed il resto delle logiche economiche e professionali.