FALVELLA: grazie al prof. Fabrizio

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Raramente rispondo dopo che un lettore esprime il proprio pensiero in calce agli articoli di questo giornale; non rispondo perché non sono mai certo dell’identità di chi scrive il post, questo il grave problema del web che andrebbe risolto non limitando la libertà di pensiero (non sia mai !!) ma introducendo delle regole precise per poter riconoscere immediatamente l’identità di chi scrive. E questa è democrazia.

Chiedo scusa del preambolo che ho ritenuto doveroso per parlare del post che tale “Tony Fabrizio” ha postato liberamente in calce all’articolo CARLO FALVELLA: il ritorno al passato e la rabbia di Carlo … un pensiero per Licia Claps e Eduardo Scotti pubblicato il 10.07.26 e da me firmato.

Ma ecco il post dell’anonimo Tony Fabrizio :

Al netto della storiella inventata, rifugio di un partigianesimo mafioso e pericoloso (quelli sì, non i libri, pure se di CasaPound, si scrive così!) assurdo e indecoroso è questo modo di ricordare Carlo che, ricordo, è morto per salvare la vita a un camerata e ucciso perché “sono fascisti quelli”. Alla storiella di chi non riesce a prendere sonno o non ha miglior modo di annoiarsi sul divano il giorno dopo, contrapponiamo le martellate del giorno prima. Le denunce e le inchieste giudiziarie degli anni prima. Le assenza di quando il cippo si fa semplicemente a pulire. E diciamo solo che se non ci fosse questa gente che prende posizione, terza – ci siamo abituati: la mollezza non ci appartiene – che si appunta al petto come medaglie le sentenze morali che abbondano e che ci vedono “assurde” e “indecorose”, già l’anno prossimo il ricordo di Carlo Falvella non ci sarebbe stato. D’altronde, professioni, professionisti e tuttologi erano già arrivati a dimenticarsi di Carlo che si ricorda proprio da quando esiste CadaPound. E questa non è la storiella che si scrive in un avvinazzato pomeriggio assoluto, ma la realtà. La vostra.

Per quello che Fabrizio scrive mi dà la netta sensazione di essere di fronte ad “un professore fine ‘800 inizi ‘900″ prontissimo a sottolineare in “blu” l’errore palesemente materiale di aver scritto “casa pond” invece di “casa pound” e non mi soffermo più di tanto sul misfatto perchè, ovviamente, anche il testo del bravo Tony contiene un errore materiale da sottolineare ugualmente in blu.

Un professore capace di sottolineare soltanto gli errori materiali senza aver niente da dare, anche come insegnamento, verso il prossimo, venendo meno al compito principale di chi pensa di essere “docente” pur senza esserlo.

Chiedo scusa per la mia ignoranza ma, visto che non conosco il sig. Tony Fabrizio, mi limito a dire che non ho capito con chi ce l’ha, perché comunque ce l’ha con qualcuno.

Non so se ce l’ha con me oppure con il giornalista Edoardo Scotti o con l’avv. Licia Claps; posso solo pensare che ce l’ha con se stesso.

“Partigianesimo mafioso e pericoloso” è un fatto che non mi appartiene minimamente e non appartiene neppure agli altri due già citati.

Per quanto riguarda me ho l’obbligo di ribadire che nei tanti decenni di giornalismo ho sempre cercato di mantenere una posizione indipendente (pur avendo chiare le mie idee di socialista) per poter meglio descrivere i fatti.

Il contenuto del post mi autorizza a dire che, invece, il prof. Fabrizio il sapore dell’indipendenza non lo conosce affatto.

Se vorrà il prof. potrà liberamente controbattere queste mie riflessioni; prima, però, dovrà rendere ben note le sue generalità.

 

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