Aldo Bianchini
SALERNO – Come ampiamente prevedibile, e previsto dal sottoscritto, la bufera intorno al mitico giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci (ed alla sua trasmissione “Report” caposaldo d’assalto di Rai/3 “prevalentemente” contro i sistemi di governo di centro destra) si allarga a dismisura giorno dopo giorno ed arriva a toccare anche punti poco esplorati da “mamma Rai” come le trasferte e i rimborsi per i vari corrispondenti delle tante trasmissioni, anche quelle considerate “cult” come appunto Report.
Stanno scendendo in campo proprio tutti; chi vuole liberarsi dello scomodo giornalista mostrificandolo, chi vuole santificarlo ad ogni costo lanciando già accuse contro la dirigenza Rai che ha deciso, in sistema di autotutela, di sospendere almeno le repliche estive del programma anche perché alcune delle stesse riguardano argomenti (come le pale eoliche !!) oggetto dell’intricata inchiesta affidata a due PM di Roma.
Il problema dei rimborsi che devono sempre essere tracciabili è molto serio e già in passato qualche corrispondente Rai ci ha rimesso le penne a causa della faciloneria con cui venivano commessi gli abusi di natura fiscale che spesso sfociavano nel peculato. Oggi la troupe di Report dovrà dimostrare, tracciando, di aver sempre regolarmente pagato l’utilizzo del B&B di Lavitola e delle cene nel suo ristorante; altrimenti sarà il caos totale.
Ho ripescato una dichiarazione del sindaco Vincenzo De Luca per chiarire il suo pensiero su Report e sui suoi giornalisti: era il 21 novembre 2025 e la trasmissione di Ranucci aveva avanzato dubbi inquietanti sulle liste di attesa pe la sanità pubblica campana; l’allora governatore così dichiarava:
- De Luca, servizio tv su liste di attesa? Pronti a querela ‘Nessuno ha parlato con la Regione, qui nulla è manipolabile’ (ANSA) – NAPOLI, 21 NOV – “Ci prepariamo serenamente da buoni samaritani ad una prossima querela per diffamazione”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in merito al servizio che Report dedicherà alle liste di attesa in Campania. “Non si sente il dovere di andare a parlare con i protagonisti – ha sottolineato – si compie un atto di cialtroneria, vuol dire che si vogliono costruire notizie false quado si annuncia che si fa un servizio clamoroso sulle liste di attesa senza aver mai parlato con la Regione Campania e dirigenti che se ne occupano, vuol dire che si è cialtroni”. “Siccome io già sapevo che nei mesi dall’estate all’autunno ci sarebbero stati tentativi di speculazione in vista delle elezioni ho fatto un evento sulla liste di attesa – ha spiegato – in Campania non è manipolabile nulla perchè i dati vanno direttamente sul cup. Da altre parti si fanno le truffe”. “Se noi troveremo un servizio che viene annunciato per domenica sera durante le elezioni e troveremo queste condizioni di falsificazione e scorrettezza – ha concluso – procederemo serenamente e rispettosamente per querelare per diffamazione”. De Luca sottolinea che tutti i dati “sono sul sito della Regione Campania”.
Mi permetto di condividere in pieno il pensiero dell’ex governatore, oggi sindaco di Salerno.
Sullo sfondo rimane, comunque, la domanda di sempre: “Possibile che un giornalista d’inchiesta come Ranucci (o almeno indicato tale), la sua troupe e l’intera trasmissione Report (servizio pubblico !!) abbiano bisogno di un personaggio coinvolto in tante vicende giudiziarie (a cominciare da Berlusconi) per ideare, preparare, creare e costruire inchieste giornalistico-giudiziarie buone per i tanti creduloni e per la sua malcelata voglia di notorietà ?”.
Una cosa sacrosanta, però, l’inchiesta l’ha prodotta: finalmente Ranucci e la sua redazione si sono accorti che spesso si violano le regole del buon giornalismo e del famigerato segreto istruttorio pubblicando notizie riservatissime. E sono fioccate le insulse querele da parte di Ranucci/Report contro gli eventuali trasgressori che, per una volta tanto, non sono loro stessi, cioè i protagonisti della trasmissione più celebrata della Rai che le regole le hanno violate sempre e puntualmente.
La storia, comunque continua, perché si allarga e comincia a toccare anche risvolti impensabili inerenti i costi irrisori per la commissione di un’azione dinamitarda così grave.