RANUCCI: la massoneria e il vantaggio di chiamarsi Sigfrido ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Nella vita di ogni essere umano, così come nella vita di un giornalista, il nome di battesimo ha spesso una valenza che va al di là di ogni fantasiosa immaginazione.

Sul caso, ancora tutto da esplorare, giudiziario-politico-complottistico che sta travolgendo il mitico Sigfrido Ranucci (conduttore di Report, trasmissione su Rai/3 di inchiesta) il nome di battesimo “SIGFRIDO” del giornalista ha avuto probabilmente una parte non poco importante nella mitizzazione (cosa che in Italia avviene troppo spesso e sempre troppo velocemente) di un soggetto da portare agli onori degli altari, costi quel che costi ed a qualsiasi costo.

E’ bene ricordare che nella storico-fantasiosa della ”saga dei nibelunghi” l’eroe di ogni tempo e sopra ogni cosa si chiamava appunto Sigfrido (in tedesco Siegfried) venne troppo velocemente quasi santificato dai governanti del tempo (eravamo più o meno nel XIII secolo) che gli affidavano le imprese più impensabili, ma tutte largamente strumentalizzate non solo dai governanti ma anche dai politicanti suoi coevi. Sigfrido, insomma, era l’eroe del tempo e di tutti tempi.

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto …” scriveva Ariosto per il suo Orlando Furioso; tutte qualità facilmente sovrapponibili sia alla memoria nibelunghiana di SIGFRIDO che a quella recentissima del nostro SUPERMAN (così si è autodefinito Sigfrido Ranucci) che ha scritto anche un libro sulle sue epiche imprese giornalistiche, libro che solo ora è ritornato a galla ed al successo strepitoso.

“”Superman ha insegnato comunque a Sigfrido a «perseguire quella limpidezza che rende il mondo un luogo degno di essere vissuto». Ma davvero, tra i super-poteri di Clark Kent, c’è questo della trasmissione a Ranucci della linearità di comportamento ?””, ha scritto Mario Ajello su Il Mattino, e mai domanda è più pertinente alle vicende testè narrate, passando da Sigfrido, all’Orlando Furioso per arrivare a Superman Ranucci.

E queste tre vicende, connesse alle donne – ai cavalieri – all’arme – agli amori – alle cortesie ed alle audaci imprese (sia con la spada che con le inchieste … farlocche ?) si sono concluse storicamente quasi o del tutto proprio attraverso gli strumenti di non poco conto: donne, cavalieri, armi, amori, cortesie e audaci imprese; i primi due (Sigfrido e Orlando) ci rimisero le penne <fisicamente parlando> a causa di tutti quegli inestricabili intrighi amorosi e di palazzo che annullarono le loro capacità di eroi; per Ranucci, al momento, non è ancora ipotizzabile nessuna conclusione; di certo dovrà rispondere pubblicamente sul perché un “eroe moderno” come lui andava a cena, una sera si e l’altra pure, con un soggetto come Valter Lavitola che negli ultimi decenni ne ha combinate una più del diavolo (da Berlusconi a Fini, ecc. ecc.).

In caso contrario tutte le sue inchieste giornalistiche dovranno essere rilette in una chiave molto diversa.

Sto raccogliendo il pensiero in merito di alcuni noti personaggi (sicuramente non di destra) che si sono espressi in maniera non certamente lusinghiera; a presto.

Intanto l’impavido Sigfrido resiste e resiste, per Lui Report è anche un fatto economico; ed in questa resistenza sarebbe ben spalleggiato da due star: Maria Rosaria Boccia (l’ex del ministro Sangiuliano) e Rita De Crescenzo (la blogger napoletana), entrambe inquisite, che da qualche anno sono le sue muse ispiratrici.

Il tutto mentre la sua vera sua, Milena Gabanelli (creatrice di Report), osserva un rumoroso silenzio.

Due le novità dell’ultima ora: 1) la Rai avrebbe deciso di affidare il programma Report a due giornalisti storici “Giovanni Minoli” e “Milena Gabanelli” che è stata l’ideatrice del programma cult; 2) la decisione potrebbe scaturire anche dal fatto che in una intercettazione Ranucci avrebbe accusato la Rai di nascondere focolai massoni.

E chi più ne ha, più ne metta.

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