Francisco de Siciniano e Tegianum

 

Dal prof. Rocco Cimino (scrittore)

TEGGIANO – Un altro valente artista, che ha lasciato una grande impronta di sé è senza dubbio, è Francesco da Sicignano di cui abbiamo poche notizie, sappiamo con certezza,invece, che operò nel Cilento e in Basilicata.Nella nostra Teggiano a lui sono attribuiti il portale laterale della chiesa di Santa Maria Maggiore,la tomba di Stasio d’Heustasio e il chiostro della Santissima Pietà,una volta monastero delle benedettine e successivamente dei frati francescani.La tomba dedicata a d’Heustasio fu scolpita nel 1472 ed accoglie i resti mortali del primo vescovo di Teggiano Mons Valentino Vignone,si regge su tre cariatidi che raffigurano le virtù teologali fede, speranza e carità.Al centro troviamo la Madonna con il bambino affiancata da Angeli,al lato sinistro è scolpito lo stemma della famiglia d’Heustasio e al lato destro quello dei Sanseverino.Sul coperchio è raffigurato Stasio con i piedi appoggiati sul cane simbolo di fedeltà.Ad Ottati è sua opera il portale della chiesa di San Biagio in pietra nella cui lunetta sono rappresentati Dio Padre, la Madonna con il bambino, San Biagio e San Pietro apostolo.Alla base troviamo  scolpiti due leoni, mentre nello stipite a destra è rappresentato un pellegrino che mostra un rotolo su cui è inciso Francisco de Siciniano fecit.Ottati è un borgo medievale la cui fondazione risale intorno all’ anno mille.Il nome deriva da optatus, luogo adatto alla pastorizia.Fu nel XIII secolo,poi ricostruito e trasformato in feudo prima dei Capeci Galeota e poi da altre famiglie.In questo borgo cilentano di particolare interesse storico sono la chiesa di San Biagio risalente al 1200,il convento dei Domenicani e i murales del borgo.Di lui ancora ricordiamo il portale rinascimentale della chiesa di Santa Maria Maggiore a Sant’Angelo a fasanella alla cui base sono stati scolpiti due leoni.Sul portone sono rappresentati le figure di San Michele Arcangelo, San Pietro e Cristo che risorge,al suo interno possiamo ammirare una pregevole acquasantiera e un ciborio nel quale è situato l’ altare di San Michele.Questo grazioso paese deriva dall’unione di Fasanella, città antica distrutta da Federico II di Svevia con il casale di Sant’ Angelo. È famoso per una scultura neolitica che raffigura un guerriero, l’Antece, intagliata nella roccia,e per una chiesa rupestre la grotta di San Michele al cui interno si possono ammirare la tomba di Francesco Caracciolo,il pozzo e un’ edicola di stile gotico.La cappella è situata nella parte più profonda della grotta sul cui altare vi è una una cornice risalente al XVII secolo, intorno è possibile ammirare affreschi del trecento e sculture,in fondo è situato l’ altare del seicento di San Michele.A Noepoli di Francesco da Sicignano possiamo ammirare la Madonna con il bambino affiancata da Angeli del secolo XV.Il trittico rappresenta un trono su cui è seduta la Madonna sulle cui ginocchia ha il bambino Gesù.Quest’opera è stata per molti anni custodita nella chiesa del Santo Sepolcro a Potenza, oggi è conservata nel municipio di Noepoli.Anticamente questa stupenda cittadina si chiamava Noja, nel 1404 divenne demanio regio con il re Ladislao d’Angiò, nel 1553 appartenne ai Pignatelli e nel 1863 prese il nome di Noepoli.In questo borgo meritano di essere visitati il castello, la Chiesa di Maria SS del Rosario XVI, Palazzo Rinaldi, Iacuvil una pietra tombale del XV secolo raffigurante un pellegrino mentre dorme su un cuscino.Ad Abriola lo scultore di Noepoli,come era conosciuto,ha lasciato una preziosa acquasantiera cinquecentesca,sostenuta da una mano.Quest’opera è connotata da due protomi di cherubini separati da un’ aquila bicipite.Abriola deriva da Briola che sta ad indicare luogo di caccia longobardo.Altre fonti storiche collegano il nome al termine latino aprula, luogo aspro e selvaggio o al greco habros (grazioso).Da vedere sono senz’altro il centro storico, la chiesa di San Valentino, la faggeta e le sue fontane di rara bellezza.Abriola è anche legato alla storia del brigantaggio secondo cui nel 1809 alcuni briganti, provenienti da altri paesi vennero in soccorso di Rocco Bonomo detto Scozzettino, assaltarano il castello e sterminarono la famiglia del barone Federico.Questo evento viene rievocato nel periodo estivo che coinvolge tutto il paese e anche il pubblico che vive con grande emotività la rappresentazione.

NOTA – Anche nella splendida cittadina di Maratea lo scultore ed architetto di Noepoli ci ha lasciato un portale di notevole valore artistico, quello della chiesa dell’ Annunziata,alla cui base presenta sempre due leoni in pietra tra le cui zampe stringono un ariete e un serpente.Maratea è famosa, inoltre, per il Cristo Redentore,le 44 chiese, per la sua splendida costa e per il patrimonio artistico veramente notevole.Ha origini antichissime che partono dalla preistoria passano per la Magna Grecia, l’epoca romana e culminano nel medioevo.Teggiano può essere orgogliosa di annoverare tra i suoi artisti anche Francesco da Sicignano molto apprezzato dai visitatori provenienti da tutto il mondo,la cui storia meriterebbe di essere maggiormente conosciuta e studiata

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