Provincia di Salerno, l’addio silenzioso delle banche: il Cilento e le aree interne rischiano l’isolamento finanziario

da Filippo Ispirato
Salerno – I dati di Banca d’Italia e dei sindacati confermano il crollo degli sportelli. Nei piccoli comuni salernitani chiude anche l’ultimo bancomat: cresce l’esclusione sociale di anziani e imprese.
Un intero territorio privato, un pezzo alla volta, del diritto ai servizi finanziari di base. La provincia di Salerno sta affrontando una profonda ondata di desertificazione bancaria, una ritirata silenziosa ma inesorabile delle filiali fisiche che penalizza soprattutto le comunità più interne e fragili. Se la fascia costiera e il capoluogo riescono parzialmente a resistere grazie ai flussi turistici e alle dinamiche commerciali, l’ampio entroterra salernitano – dalle valli del Cilento agli Alburni, fino al Vallo di Diano – sta assistendo alla progressiva scomparsa degli storici presidi del credito. Sotto la spinta della digitalizzazione e dei tagli ai costi di gestione, i grandi istituti nazionali abbandonano i piccoli centri, trasformando l’accesso ai propri risparmi in un percorso a ostacoli per migliaia di cittadini.
I numeri del taglio: il crollo dei presidi fisici. I dati regionali e le recenti elaborazioni sindacali Fisac- Cgil delineano uno scenario allarmante per la Campania. Nell’intera regione gli istituti attivi sono scesi a 50, per un totale complessivo di appena 974 sportelli. Una contrazione drammatica rispetto al passato recente: nel 2015 le banche operanti sul territorio erano 78 e le filiali ben 1.463.
A livello nazionale, le rilevazioni dell’Osservatoriosulla Deserificazione Bancaria – First Cisl evidenziano come la chiusura degli sportelli fisici continui a viaggiare a ritmi serrati, lasciando interi comuni senza alcun presidio finanziario. La provincia di Salerno riflette perfettamente questa tendenza nazionale, pagando il prezzo più alto a causa di una geografia complessa, fatta di piccoli borghi collinari e montani rimasti totalmente privi di un’agenzia o persino di un semplice sportello automatico (ATM) per il prelievo di contanti.
IL TRACOLLO IN CAMPANIA (Dati Banca d'Italia / Fisac)
┌──────────────────────┬──────────────────────┬──────────────────────┐
│ Anno                 │ Numero Banche        │ Sportelli Attivi     │
├──────────────────────┼──────────────────────┼──────────────────────┤
│ 2015                 │ 78                   │ 1.463                │
│ Oggi (Dati Recenti)  │ 50                   │ 974                  │
└──────────────────────┴──────────────────────┴──────────────────────┘
L’impatto economico e sociale: anziani e PMI nel mirino
Le conseguenze della desertificazione sul tessuto salernitano non si limitano a un mero disagio logistico, ma colpiscono direttamente la coesione sociale e lo sviluppo economico del territorio. I danni principali ricadono su due categorie chiave:
  • I cittadini della terza età e le fasce deboli: In una provincia caratterizzata dal progressivo invecchiamento della popolazione, soprattutto nei borghi dell’entroterra, la chiusura dello sportello spezza il legame di fiducia basato sul contatto umano. L’home banking non è una risposta universalmente accessibile a causa del digital divide. L’assenza di punti di riferimento fisici sul territorio espone la popolazione anziana all’esclusione sociale e aumenta il rischio di subire truffe digitali.
  • Le piccole e medie imprese (PMI): Il tessuto produttivo locale, composto prevalentemente da micro-aziende agricole, artigiane e commerciali, soffre la perdita del dialogo diretto con le strutture bancarie. Come sottolineato a più riprese dalle analisi della Uilca Nazionale  relative all’impatto sulle aree interne, la presenza fisica della filiale rappresenta un acceleratore insostituibile per la valutazione del merito creditizio locale. Senza sportelli di prossimità, l’accesso ai finanziamenti diventa rigido e centralizzato, frenando gli investimenti sul territorio.
La desertificazione bancaria non deve essere considerata come una conseguenza inevitabile e passiva della modernità tecnologica, ma come il risultato di scelte strategiche che minano la tenuta sociale della provincia di Salerno. Per bloccare questa emorragia è necessaria una forte sinergia istituzionale, che passi attraverso l’istituzione di osservatori sul credito regionali e l’introduzione di incentivi fiscali per gli istituti che scelgono di non abbandonare i territori svantaggiati. Se i piccoli comuni salernitani perderanno l’ultimo sportello automatico, a essere tagliato fuori non sarà solo un servizio finanziario, ma il futuro stesso delle comunità locali.

One thought on “Provincia di Salerno, l’addio silenzioso delle banche: il Cilento e le aree interne rischiano l’isolamento finanziario

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *