Una riforma storica ,la nuova legge che consente a dieci mila detenuti tossicodipendenti di accedere alla detenzione domiciliare.

 

 

da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)

 

Decongestionare gli istituti penitenziari  dal sovraffollamento e recuperare persone con condizione accertata di tossicodipendenza o alcol dipendenza che sono oltre un quarto dei detenuti totali. La detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti,la Camera dei deputati  ha approvato in via definitiva il disegno di legge ,con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni ,sulle  modalità differenziata di esecuzione della pena,dei detenuti tossicodipendenti , in base alle esigenze di cura per chi è dipendente da sostanze.Lanuova  legge introduce, nel Testo unico sulle leggi in materia di stupefacenti,d.P.R. n. 309 ,del 1990, la “detenzione domiciliare in casi particolari”. Presupposto per l’accesso è l’adesione a un programma terapeutico socio-riabilitativo residenziale o semiresidenziale. Possono accedervi tutti i soggetti condannati a una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria, non superiore a otto anni.Per il Ministro della Giustizia ,On. Carlo Nordio,  si tratta di un “provvedimento epocale”, destinato a persone “che noi abbiamo sempre considerato dei malati da curare piuttosto che criminali da punire”. La legge “coniuga da un lato la certezza della pena con il recupero del detenuto”.Un provvedimento epocale perchè consente la detenzione alternativa di almeno dieci mila  tossicodipendenti che hanno commesso reati .Sono  principalmente persone  da curare . Per quanto riguarda le carceri, Nordio ha sottolineato che  “il piano sta andando avanti secondo i piani prefissati: nei giorni scorsi abbiamo inauguarato un padiglione modello per il 41 bis nel Cagliaritano ed il commissiario all’edilizia carceraria sta portando avanti la costruzione di edifici per dieci mila detenuti.  Questo,secondo Nordio, insieme all’altro provvedimento, contribuirà ad una deflazione della popolazione carceraria”.

 

 

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