Camorra, scorrettezze, nazionalismo e frasi contro i napoletani: un nuovo volume svela il vero Maradona

 

da Vincenzo Mele (giornalista)

Il termine “campione” indica qualcuno da prendere ad esempio, un modello, qualcosa da imitare o che risulti rappresentativo. Questa parola, troppo spesso adoperata con faciloneria, indica in realtà anche uno sportivo esemplare, non solo un fuoriclasse del pallone, ma anche un esempio fuori dal campo. Chiunque legga con spirito critico e onestà intellettuale “Maradona contro Napoli – Il libro nero di Diego”, il nuovo saggio di GR, pseudonimo di un grande studioso già celebre per i suoi saggi di carattere storico che smontano le imposture di certo revisionismo spicciolo, non potrà più associare questo termine alla figura di Diego Armando Maradona.

In “Maradona contro Napoli”, l’autore compie un’impresa che, per paura o per incapacità di distaccarsi da un idolo commerciale, nessun altro aveva avuto il coraggio di scrivere. Pur superando di poco il centinaio di pagine, il volume è, come tutti i lavori di questo prolifico saggista, meravigliosamente ricco di fonti: nessuna affermazione è lasciata al caso, ogni singolo passaggio è suffragato da prove, ogni dettaglio è dimostrato con certosina accuratezza. Immergendosi in queste pagine, il lettore incontrerà il Maradona più vero, oltre il velo dei media, della fama e delle imposture, scoprirà, tra le altre cose, gli innegabili legami del calciatore argentino con figure di spicco della camorra, le scorrettezze sportive più o meno note, gli artifici mediatici, l’amore per la Juventus, i favoritismi dei potenti, la reale ideologia politica e soprattutto le tantissime frasi dell’ex fantasista contro Napoli e i napoletani.

Se è vero che il capoluogo campano fece del suo meglio per rendere la vita difficile al suo numero 10 più famoso di sempre, è innegabile che molti rimarranno sorpresi dal constatare, con fonti accertate, le reali opinioni del calciatore argentino sui partenopei. Con una prosa agile e, come già detto, un ricchissimo apparato bibliografico, “Maradona contro Napoli” si staglia ad un livello nettamente superiore rispetto alla stragrande maggioranza dei saggi sportivi degli ultimi anni, ammesso che si possa definire un saggio sportivo. L’autore ci regala una vera e propria inchiesta su una delle figure più dibattute del mondo dello sport, rovesciando il punto di vista apologetico dal quale si era sempre guardata questa figura, perfetta per ogni stagione e ogni tipo di propaganda politica, da quella pauperista a quella nazionalista, da quella revisionista a quella anglofoba. L’autore non salta mai a conclusioni affrettate ed è sempre straordinariamente chiaro nel distinguere ciò che è vero, dimostrabile, accertato da ciò che è estremamente probabile, ma non ancora provato; in breve, compie il lavoro che ogni storico ed ogni giornalista dovrebbe compiere, un’abitudine che nel Bel Paese sembra ormai in via di estinzione.

Grazie all’impeccabile e coraggiosissimo lavoro di GR tutti i tasselli tornano al loro posto e  ogni ipocrisia cade. Non si discute la grande qualità tecnica del calciatore, si indaga soltanto sulla costruzione di un idolo, rivelandone la natura più intima, quella sempre taciuta per viltà o per convenienza. Saper tirare calci ad un pallone non ti rende automaticamente un campione, quello passa anche da ciò che accade fuori dal campo, lontano dai riflettori;  il lettore di questo volume ne avrà l’ennesima conferma. Infine, un’altra nota di merito per l’autore, voce fuori dal coro in questi tempi piagati dal conformismo: il libro si apre e si chiude ricordando Giorgio Ascarelli, l’ebreo che fondò il Napoli esattamente un secolo fa, uomo di grande generosità e di sani principi che meriterebbe l’intitolazione dell’impianto di Fuorigrotta che ospita le partite degli azzurri.

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