da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)
L’Aula della Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge per istituire la giornata per Enzo Tortora e le vittime degli errori giudiziari il 17 giugno di ogni anno,il provvedimento ora passa all’esame del Senato.La data scelta è quella in cui nel 1983 Tortora – giornalista e popolare conduttore televisivo – fu arrestato con un’accusa pesantissima da cui poi fu completamente assolto, dopo un calvario giudiziario. Il provvedimento ora passa all’esame del Senato. Lo Stato riconosce che gli errori giudiziari ci sono e non sono soltanto quelli che si concretizzano in assoluzioni dopo gli arresti, ma anche quelli degli innocenti che sono sottoposti a calvari che durano anni e che, pur senza incidere sulla libertà personale, subiscono processi lunghi ed estenuanti che sono di per sé stessi una pena che lascia segni profondi. La promozione della cultura della presunzione di innocenza fino a prova contraria, del giusto processo e delle garanzie costituzionali, oltre a iniziative culturali e didattiche volte a sensibilizzare studenti, amministrazioni pubbliche ed enti. Con 178 sì, nessun contrario e 97 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge che istituisce la ‘Giornata nazionale Enzo Tortora’, in memoria delle vittime degli errori giudiziari, da celebrarsi il 17 giugno. Il provvedimento passa ora al Senato. La data DEL 17 GIUGNO ,coincide con il giorno dell’arresto del presentatore televisivo Enzo Tortora, avvenuto il 17 giugno del 1983. Sulla base di dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, rivelatesi poi infondate, Tortora fu accusato di appartenere alla Nuova Camorra Organizzata. Certo della sua innocenza, rinunciò all’immunità parlamentare di cui godeva, dopo essere stato eletto al Parlamento Europeo, e decise di affrontare il processo. Fu condannato a dieci anni di reclusione per traffico di stupefacenti e associazione per delinquere di stampo mafioso: trascorse sette mesi in custodia cautelare prima di ottenere i domiciliari e la libertà provvisoria.Tre anni dopo, il 15 settembre 1986, venne assolto con formula piena dall’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso per non aver commesso il fatto e da quella di traffico di stupefacenti. Nel 1987 la Corte di cassazione accolse il ricorso e confermò l’assoluzione, ribadendo l’infondatezza delle dichiarazioni che lo avevano condannato. Tortora morì l’anno successivo, il 18 maggio 1988.Nella relazione illustrativa del testo si legge: “Ingiustamente accusato di reati per fatti a cui, successivamente, risultò del tutto estraneo, Enzo Tortora rappresenta l’emblema di tutti gli innocenti che, a causa di errori giudiziari, vengono incarcerati o subiscono restrizioni della propria libertà personale, a discapito delle garanzie dettate in particolare dagli articoli 13 e, soprattutto, 27 della Costituzione”.In tema di errori giudiziari, il Guardasigilli ha riconosciuto che: “Molte persone entrano in carcere salvo poi essere riconosciute innocenti, mentre una parte cospicua della popolazione carceraria è in attesa di giudizio”.