“La stanza dove un uomo comprava il mondo”

 

Da avv. Guglielmo Scarlato

 

Ieri sono entrato alla Morgan Library di New York e per 10 minuti non ho detto niente.

 

Non perché fossero silenziosi i bibliotecari.

Ma perché stavo nella stanza di J.P. Morgan.

 

L’antefatto: chi era quest’uomo

 

Siamo nel 1890. L’America è un cantiere aperto.

Ferrovie da unire, acciaio da produrre, città da illuminare.

Servivano soldi. Tanti. E serviva qualcuno che decidesse dove andavano.

 

Quel qualcuno era John Pierpont Morgan.

 

Non era un presidente. Non era un re.

Era un banchiere. Ma il banchiere.

Quando nel 1907 le banche stavano per fallire, lui ha chiuso la porta del suo studio a Wall Street e ha detto: “Nessuno esce finché non mettiamo 25 milioni sul tavolo”.

E le ha salvate. Di tasca sua.

Ha creato la US Steel, ha riorganizzato le ferrovie, ha finanziato Edison e la luce elettrica.

 

In pratica: se succedeva qualcosa di grosso in America, la firma era la sua.

 

Il paradosso: il banchiere collezionista

 

Con quei soldi Morgan ha fatto due cose.

La prima: ha costruito un impero che oggi si chiama JPMorgan Chase. La banca più grande degli Stati Uniti. Quella che ora gestisce i tuoi pagamenti, i mutui, gli investimenti.

 

La seconda: ha comprato libri.

Manoscritti del Medioevo. La Bibbia di Gutenberg. Lettere di Dickens. Disegni di Michelangelo.

Nel 1906 se li è messi tutti in casa. In una biblioteca di marmo e legno a Manhattan.

Non per farci soldi. Per lasciarla a noi.

 

Per questo oggi io potevo entrare e guardarla gratis.(Ingresso gratuito per un giorno alla settimana).

 

Il collegamento: da allora a oggi

 

Uscendo dalla Morgan Library ho camminato 20 minuti e sono arrivato davanti al grattacielo della JPMorgan Chase.

 

Stesso cognome. Potere diverso.

 

Morgan decideva al telefono, con tre persone nella stanza.

Oggi decide un algoritmo, con 80 milioni di clienti sull’app.

 

Morgan costruiva biblioteche di pietra per durare 100 anni.

Oggi costruiamo data center per far durare 1 secondo in più una transazione.

 

Lui voleva essere ricordato. E c’è riuscito.

Il suo nome è su ogni estratto conto americano.

E il suo studio è diventato un museo.

 

Io sono entrato per vedere i libri.

Sono uscito pensando che forse il vero lusso di oggi non è avere tanti soldi.

È avere il tempo di sedersi in una stanza senza wifi e leggere.

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