Le tradizioni che risalgono all’alba della civilizzazione (seconda parte)

 

 

Detti ritrovamenti archeologici, di dipinti e statuette nulla hanno a che fare con la moderna rappresentazione della pornografia, infatti il sesso pornografico è strettamente legato alla violenza, alla coercizione dominatrice del maschio e la seguente degradazione della femmina. Si può tranquillamente affermare che ciò che viene rappresentato dalla pornografia non è per niente erotico. Per esempio in una copertina, di nota rivista americana Hustler presentava l’immagine di un uomo che infilava un coltello a serramanico nella vagina di una donna e sotto una didascalia diceva: ” I preliminari”.

Quindi la pornografia è l’espressione di come la società moderna considera il corpo femminile come concettualizza il sesso, eppure nel costume sociale femminile, le stesse donne hanno sacralizzato il loro mostrarsi, il loro vestirsi, il loro approcciarsi (anche ad età minorili se non fanciullesche) a questa rappresentazione pornografica, spacciandola per libertà di espressione personale ed inviolabile, del tutto prepotentemente sbattuta in faccia al resto della società civile, per il solo intento di prevaricazione. Il complice occulto non è UNO, ma come detto è la deriva del metodi della dominanza che, oggi più che mai, in forma silente e prepotente si è fatta strada nel Mondo Occidentale contemporaneo. Da qui per conseguenza vediamo quotidianamente che generalmente le coppie nello stare insieme e nello stesso fare l’amore, altro non fanno che una guerra. Guerra che poi (come vediamo e sentiamo dai media) miete le sue vittime, p.es. negli USA l’FBI stima che ogni sei minuti avviene una violenza sessuale contro le donne.

Anche in altre nazioni lontane da quelle occidentali fenomeni anomali nei rapporti di genere stanno affiorando, per esempio in Malesia il 49% dei casi di stupro riguarda minori dell’età di quindici anni a commetterli, in buona parte, sono loro parenti stretti. In Africa, Asia, Medio Oriente, oltre cento milioni di donne hanno subito e subiscono la pratica etnica de: la mutilazione genitale, la quale consiste nella recisione della clitoride (eseguita per reprimere il piacere sessuale e le eventuali devianze sessuali del soggetto), la cucitura dell’orifizio vaginale (che rende impraticabile i rapporti sessuali).

In Iran le giovani donne condannate a morte (come s’è visto in questi ultimi tempi per il rifiuto del velo in pubblico) vengono sistematicamente violentate prima di essere giustiziate.

nota – L’influsso, latentemente riaffiorato del modello della dominanza su quello della partnership sta creando una serie di contraddizioni e lotte impari, che ogni singolo deve combattere con le sue piccole e poche capacità e, in tutto ciò, la società pontifica ma non provvede, non cura, non difende, non è in grado di pianificare correttamente, suddita del sacro concetto del dividi et impera. Complici i media-TV che suggono per il profitto a loro elargito dall’Impero pubblicitario.

Avvocato Maurizio Manzo

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