NICOLETTA: la dolce scrittrice tra nord e sud

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – La letteratura è stata da sempre la sua passione ma ha cominciato a scrivere da poco; con capacità, dedizione e profonda umiltà ha fatto per una vita l’insegnante nel nord del Paese; si, proprio Lei che proveniva da una delle zone interne e dimenticate del mezzogiorno d’Italia: il Vallo di Diano, e più specificamente da Sassano dove spesso ritorna, con il marito Gianni, per ritemprarsi, riprendere l’aria naturale della sua infanzia e ripartire con maggiore caparbietà a scrivere storie di vita vissuta da famiglia patriarcali del secolo scorso nelle realtà molto diverse esistenti, ora come allora, tra il nord e il sud.

Parlo di Nicoletta Di Noia, donna – moglie – madre e nonna, che al suo esordio tre anni fa nel complicato mondo della letteratura romanzata scrisse “Come l’asperula che cresce tra le rocce” (ed. Rossini), un’opera prima che ebbe uno straordinario successo nel corso delle presentazioni fatte a Sassano, Teggiano e Villammare: “”La storia di una ragazzina, Assuntina, che diventa donna e mamma, a cavallo del secondo conflitto mondiale, indispettisce ma anche intenerisce il lettore che legge tutto d’un fiato il romanzo per capire da dove viene quella ragazza, dove ha vissuto la sua infanzia e la sua giovinezza per arrivare al matrimonio non voluto ma subito””.

Una storia tutta tipicamente del sud che, comunque, rimarcava con forza l’esistenza di una schiena diritta anche tra le donne a cavallo di quel difficilissimo periodo storico contrassegnato dalla tragedia della seconda guerra mondiale.

Ora, Nicoletta, ritorna sulla scena pubblica con il suo secondo romanzo “Nel nome della famiglia” (Santelli Editore) per avventurarsi in un periodo storico ancora più complicato ed ampliato tra i primi del ‘900, la grande guerra, il fascismo e il secondo conflitto mondiale tenendo come figure centrali del suo racconto due famiglie di quei tempi “Martinelli e Cantelli”, ma non disdegnando uno sguardo alla politica reale, dittatoriale e democratica di quegli anni della nostra storia. E nel trattare quest’ultimo argomento lo fa con molto garbo e in maniera soft, facendo in modo che il lettore quasi non se ne accorga, tanto è la concentrazione sulle vicende delle due famiglie del nord (non molto dissimili da quelle del sud) e del valore che dalla loro esistenza, dai loro scontri e dalle loro virtù, viene comunque fuori e sale alla ribalta dell’attenta e dettagliata narrazione che prende il lettore e lo accompagna per tutta la durata della lettura del romanzo.

Questa sera, alle ore 21.00, verrà presentato nella piazza centrale di Ispani a cura del prof. Nicola Femminella e con l’intervento del prof. Vincenzo Abramo che dialogheranno con l’autrice.

Sul romanzo ho una mia idea personale, cercherò di esplicitarla in tempo per la presentazione del 17 agosto 2926 quando, in occasione dell’attesa e partecipata Festa dell’Emigrante finalmente ritornata nel centro storico, nella piazza Umberto 1° di Sassano l’autrice Nicoletta sarà intervistata dall’ottima giornalista Chiara Di Miele diventata negli ultimi tempi il punto di riferimento del mondo dell’informazione dell’intero Vallo di Diano.

Sicuramente, questo lo posso anticipare, Nicoletta Di Noia con questo secondo romanzo non potrà più nascondersi dietro la classica frase: “Nessuna insopprimibile necessità interiore di scrivere, soltanto il desiderio di soddisfare le incessanti richieste delle mie nipoti di conoscere le radici della nonna”.

Questa opera seconda fa di Nicoletta una vera scrittrice, a livello nazionale, che riesce a parlare alla pancia dei lettori.

 

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