SASSANO: legalità e nuove generazioni

 

Aldo Bianchini

SASSANO – Il senso civico della legalità e della trasparenza è patrimonio indiscusso dell’ex sindaco on. dr. Tommaso Pellegrino (già consigliere regionale, già deputato nazionale, già segretario della Commissione Bicamerale Antimafia tra il 2006 e il 2008, e notissimo medico-oncologo presso il 2° policlinico di Napoli) e non solo per il fatto di aver lanciato intitolazioni e manifestazioni pro legalità partendo dal sacrificio dei notissimi magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, ai quali (caso forse unico in tutto il Paese) sono stati intitolati edifici scolastici, piazze e parchi, anche con murales; uno dei quali è stato scoperto sabato 25 luglio 2026 in presenza di due procuratori della Repubblica (Paolo Guido e Giuseppe Cacciapuoti, il primo capo a Bologna e il secondo a Lagonegro).

Il nuovo sindaco di Sassano avv. Nicola Pellegrino (notissimo penalista del foro di Napoli) ha sicuramente ereditato la strada tracciata dal fratello Tommaso, anzi l’ha ampliata e resa, se possibile, più credibile con questa prima mega manifestazione all’aperto, nel piazzale della Villa Comunale coperta ed al riparo dal sole con sfiziosi e splendidi ombrellini voluti tenacemente dal neo sindaco. Ottima iniziativa al fine di rendere più gradevole il senso e il contenuto della manifestazione che come punto saliente ha avuto la consegna della “benemerenza Paolo Borsellino” al capo della Procura di Bologna dr. Paolo Guido giunto a Sassano con la leggiadra compagna che è stata omaggiata con una “orchidea” (tipico fiore simbolo di Sassano) offertale direttamente dal sindaco Nicola.

Io non amo fare la cronaca degli avvenimenti, non la faccio anche in questa occasione; l’ho lasciata fare al giornalista Michele D’Alessio (cronaca che potete rileggere sfogliando le pagine di questo giornale), tenendo per me qualche nota di approfondimento su argomenti particolari e momenti della manifestazione sfuggiti ai mass-media locali.

La prima osservazione discende dal fatto che, almeno fino ad oggi, non avevo mai assistito in diretta alla commozione sincera e coinvolgente di un procuratore capo come Guido (avvezzo a tantissime crudeltà per la sua lunga militanza in magistratura e per la lotta personale contro le mafie) al cospetto della genialata del sindaco e dei suoi collaboratori che hanno portato sul palco alcuni ragazzi e ragazze che a turno si alzavano per dire “presente” mano a mano che il sindaco Pellegrino chiamava i nomi dei grandi martiri delle azioni dinamitarde della mafia palermitana, e non solo.

La commozione di un procuratore di vaglia (com’è Guido) non è una sceneggiata per il pubblico immaginario, è la conferma del senso da dare a queste manifestazioni (che si ripetono negli anni solo a Sassano) e, soprattutto, alla legalità ed alla trasparenza che non è un semplice atteggiamento o un modo di dire per accontentare le masse e fare proseliti elettorali; queste manifestazioni sono qualcosa di più, molto di più, ed è proprio la loro ripetitività che dona al suo ideatore (l’on. Tommaso Pellegrino) il giusto e doveroso riconoscimento a livello nazionale.

Prima che cominciasse la manifestazione ero seduto, con l’amico prof. Biagio Migliore, davanti al bar “Picadilly” ed un signore, di passaggio, guardandomi mi ha detto: “Ma sempre le stesse cose, ormai hanno seccato”; sinceramente sono rimasto interdetto, soprattutto per l’autorevolezza della fonte.

La risposta che non ho fatto in tempo a dargli io è venuta dalla stessa manifestazione, dalla commozione del procuratore Guido, dall’entusiasmo del sindaco Nicola Pellegrino, dalla emotiva partecipazione dei ragazzi/e sul palco che interpretavano le vittime di mafia, dalla genialata degli ombrellini colorati, dalla partecipazione dell’intero consiglio comunale, dalla dettagliata e professionale interpretazione del consigliere avv. Mario Trotta e, infine, dalla numerosa presenza del pubblico che ha assistito, partecipando anche emotivamente, dal primo all’ultimo minuto dell’intera manifestazione; senza dimenticare la prima presenza in assoluto a Sassano del neo procuratore capo di Lagonegro dr. Giuseppe Cacciapuoti anche lui visibilmente commosso.

  Le nuove generazioni vanno curate, vanno supportate, vanno istruite; alle stesse vanno narrate nella loro realtà ed anche nella loro crudeltà i grandi misteri della prima, seconda e terza Repubblica in modo da far cristallizzare “la cultura della legalità” nel loro modo di dire e di fare; semmai cominciando anche dalle scuole elementari che, in verità, forgiano e stimolano il carattere personale di ognuno di noi.

Adesso, a freddo, posso rispondere a quel signore del bar per dirgli che la legalità e la trasparenza si sostanziano proprio, e solo, nella continuità delle manifestazioni come quella di Sassano; alle istituzioni, alla gente comune e soprattutto ai giovani bisogna ricordare ogni giorno (anche con l’aiuto della scuola) che il nostro è un Paese che negli ultimi decenni ha registrato sacrifici eroici di magistrati, giornalisti, uomini in divisa, semplici cittadini, sindacalisti ma anche (e questo nessuno ha ricordato di dirlo) politici, tutti sacrificati sul cosiddetto altare della Patria senza distinzione di quantità di merito; chi si sacrifica è sempre e comunque un eroe.

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