da Pietro Cusati ( Giurista-Giornalista)
E’ morto Massimiliano Cencelli ,aveva 90 anni ,era nato a Roma nel 1936,ex funzionario della democrazia cristiana degli anni ’60, faceva parte della corrente dei ‘’pontieri ,nel 1967 propose ai dirigenti del partito di distribuire gli incarichi,in proporzione ai voti ,il peso politico come nel consiglio di amministrazione di una società ,divisi in base alle azioni possedute, lo stesso metodo per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere. La cosa divenne di pubblico dominio , durante le crisi di governo,i giornalisti in cerca di anticipazioni,si rivolgevano a Massimiliano Cencelli. A distanza di decenni, è citato persino nei testi universitari e soprattutto, quando si devono distribuire,in base alle tessere, incarichi, ministeri, presidenze o responsabilità rispettando equilibri e pesi diversi. L’unica carica ricoperta, prima dell’improvvisa notorietà, era stata quella di sindaco di Caldarola, un paesino di 1500 abitanti in provincia di Macerata. Il manuale Cencelli è una formula matematica creata per regolare la spartizione delle cariche pubbliche in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente politica. La formula applicata all’inizio oralmente, venne pubblicata in un volume nel 1967, dopo il Congresso democristiano di Milano per le pressioni dell’onorevole Sarti, dirigente della corrente dei “pontieri”, di cui Cencelli faceva parte.Una seconda edizione venne pubblicata nel 1981 per conto di Editori Riuniti. I “pontieri”, così chiamati perché dovevano fare da “ponte” fra gli andreottiani e i dorotei, con il loro 12 per cento di voti rischiavano di non avere rappresentanti nel governo. Per evitare il pericolo, Cencelli venne nominato capo della segreteria D.C. con il compito di studiare un metodo per ottenere qualche incarico nella nuova direzione.Era un grande lavoratore che preferiva restare dietro le quinte e vi rimase fino al Congresso di Milano che cambiò la sua vita. Il Manuale Cencelli fungeva da norma regolatrice, così che nessuno recriminasse, secondo valori fissi in base ai quali, le cariche assegnabili erano soppesate qualitativamente.All’interno della cosiddetta “quota” di cariche spettanti a un dato partito, le correnti si dividevano le cariche in proporzione del numero di tessere dei rispettivi capicorrente.