Aldo Bianchini
TEGGIANO – Mi è dispiaciuto moltissimo non essere stato presente alla conferenza stampa per la presentazione della XXXI edizione della grande manifestazione “Alla tavola della Principessa Costanza 2026”; conferenza andata in scena venerdì 7 agosto 2026 per lanciare pubblicamente le tre attesissime giornate dell’ 11 – 12 e 13 agosto da vivere tutte nel nome della “fratellanza affidata ai giovani” come intelligentemente suggerito dal giornalista Antonio Sica nel suo comunicato stampa sulla cerimonia andata in scena nella consueta location del Complesso della Santissima Pietà.
Motivi indipendenti dalla mia volontà me lo hanno impedito; un vero peccato perché non ho potuto assistere in diretta alla vera “enorme, e forse unica, novità dell’edizione 2026” della Principessa costituita dalla rivoluzione copernicana-storico-politica che ha attraversato in lungo e in largo la Pro Loco di Teggiano toccando tutti i settori; una rivoluzione che ha sapientemente fatto tesoro delle passate esperienze per rilanciare una nuova era della principessa che ormai, a trentuno anni, può definirsi anche “regina”.
Il ritorno del passato per il rilancio verso il futuro alla ricerca del “veramente nuovo”; il dado è stato tratto, il Rubicone è stato in un sol colpo superato; di slancio verso il futuro che si intravede alquanto roseo grazie anche alla partnerschip della Banca Monte Pruno.
I primi pesanti segnali, in verità si erano avuti tutti (anche se molti facevano e fanno finta di non accorgersene per interessi privati, come la stampa che in genere non riesce mai a scrivere la verità, limitandosi alla sterile cronaca, soprattutto quando c’è aria di sponsorizzazione) con la nomina alla carica di Presidente della Pro Loco Teggiano (madre esclusiva della principessa) dell’arch. Concetta Maria Cantelmi che, nella vita corrente, è la figlia dell’unico vero ideatore dell’intera manifestazione, il prof. Elio Cantelmi, già dirigente scolastico, che tanti anni fa (un po’ come aveva fatto Claudio Gubitosi a Giffoni per il GFF) creò dal nulla “Alla tavola della Principessa Costanza” lanciandola verso un radioso futuro che ancora resiste dopo oltre trent’anni e nonostante abbia subito, nel passato, vari tentativi non di “assalto al castello” (evento storico, nell’ambito della manifestazione, riconfermato anche per quest’anno) ma alla “diligenza Cantelmi”, contenente la Principessa e il Presidente, che alla fine era stata completamente fatta fuori dal contesto organizzativo.
Dopo un anno di esperienza toccherà, ora, anche al direttore artistico, dr. Giancarlo Guercio, dare piena prova delle sue riconosciute capacità di innovazione e rilancio di tutta la sceneggiatura e scenografia in una scena complessiva attesa sempre da tantissime persone.
Per chi dovesse sentirsi toccato dal mio scritto preciso subito che in un lontano passato ho avuto a più riprese modo di criticare l’aspetto organizzativo sempre nelle mani della “diligenza Cantelmi” ma l’ho sempre fatto nell’ottica di dare un contributo migliorativo e mai sul piano personale ovvero per screditare quello che già era un carrarmato di fantasia e di militaresca organizzazione; tanto è vero che in epoche più recenti ho spesso ricordato a tutti (non mi risulta che altri lo abbiano fatto quando imperava un’altra ala) che l’unico vero patron di tutto era ed è Elio con il quale ho avuto un rapporto altalenante ma sempre improntato alla massima correttezza e rispetto reciproco.
Se devo continuare a fare il giornalista devo farlo cercando di raccontare la verità vera che quasi sempre si nasconde dietro le parate ufficiali, i convegni, le conferenze stampa e le sfilate di tamburine e sbandieratori locali e non; una ricerca che deve sempre andare oltre l’interesse naturale e legittimo di questa testata giornalistica. La verità a volte fa anche male e come, ma bisogna ricercarla e sempre raccontarla; altrimenti meglio fare un altro mestiere.
E la seconda novità-verità di questa XXXI edizione de “Alla tavola della Principessa Costanza” è rappresentata dal ritorno trionfale, dagli aspetti quasi vendicativi, sulla scena pubblica della Banca Monte Pruno che qualche anno fa era stata brutalmente, bruscamente e ingiustificatamente estromessa da quel connubio eccellentemente produttivo che aveva accompagnato per decenni la manifestazione sostenendola con soldi e idee innovative; lotte interne alla Pro Loco e infiltrazioni politiche avevano determinato l’inattesa e incredibile scissione; tutto in favore della Banca Magna Grecia che con le origini della Principessa e della stessa città di Teggiano (dove la Monte Pruno aveva dato inizio alla sua storica scalata aziendale) non aveva niente a che fare.
Ora la Banca Monte Pruno è tornata con i suoi due principali protagonisti (il d.g. Cono Federico, che ha ereditato il difficile ruolo direttamente da Albanese) e il p.r. Antonio Mastrandrea (grande comunicatore pubblico che cura l’immagine della banca) orgogliosamente presenti sul palco della conferenza e prodighi di spiegazioni ed anche di consigli per il futuro; quel futuro che da venerdì scorso appare comunque più sereno per la stessa Principessa che un giorno era interpretata dalla stessa Concetta Maria Cantelmi (all’epoca del papà presidente) e che oggi si ritrova sullo scranno reale vero con il ruolo di Presidente.
L’assenza del sindaco Michele Di Candia (al di là delle giustificazioni offerte al pubblico presente in sala dalle sue rappresentanti) e la presenza, al suo posto, dell’assessora Lisa Grazia Babino e delle due consigliere comunali Sofia Marino e Katia Di Candia hanno fatto il resto; e su tutto e dietro tutto si staglia, almeno per me, la figura ingigantita del Presidente della Banca Monte Pruno Michele Albanese che non finisce più di stupire per la sua capacità di centrare gli obiettivi e che strategicamente è di gran lunga superiore alla tanto blasonata intelligenza artificiale (ma di questo scriverò in un prossimo approfondimento dedicato interamente alla BMP).
Insomma, per quanto posso intuire, in un sol colpo è stato ripristinato l’antico equilibrio che ha determinato nel tempo l’enorme successo della “tavola”; il ritorno del passato per il definitivo rilancio verso il futuro. Con una raccomandazione alla neo presidente Cantelmi che nell’ottica della rivoluzione copernicana prima citata dovrà impegnarsi sempre di più nel bloccare l’egocentricità che tutta l’organizzazione ha assunto, inevitabilmente e involontariamente, nei vari decenni per sforare realmente anche a livello nazionale.
La cronaca della conferenza stampa potrete leggerla comodamente dai report, pubblicati su questa stessa pagina, sia della BMP che della Freedom Comunicazioni che cura splendidamente l’aspetto comunicazionale della manifestazione.
Un’ultima osservazione non posso non dedicarla alla conduttrice della conferenza stampa, la prof.ssa Francesca Romanelli – giornalista, che negli ultimi tempi va sempre più affermandosi come una giornalista di vaglia e in grado di offrire conduzioni molto aperte, dialetticamente chiare e professionalmente validissime.