PERCHÉ IL POMERIGGIO MI CALA COMPLETAMENTE L’ATTENZIONE?

da Dr. Alberto Di Muria
Farmacista di Famiglia

 

“Dottore, la mattina riesco a lavorare benissimo. Poi, verso le tre del pomeriggio, è come se qualcuno spegnesse il cervello.”
È una frase che ascolto spesso in farmacia. A pronunciarla sono impiegati, professionisti, imprenditori e artigiani che trascorrono la giornata tra telefonate, riunioni, computer e responsabilità. Fino all’ora di pranzo si sentono lucidi e produttivi, poi improvvisamente arriva la fatica mentale: la concentrazione diminuisce, le decisioni diventano più difficili e il primo pensiero è quello di bere un altro caffè.
Molti credono che il problema sia il pranzo o l’età. In realtà, nella maggior parte dei casi, il pranzo è solo il momento in cui il cervello rende evidente la stanchezza accumulata durante tutta la mattina.
Il nostro cervello è l’organo che consuma più energia. Lavora senza sosta e ha bisogno di sonno, pause e nutrienti per mantenere alte le sue prestazioni. Al mattino il cortisolo, l’ormone che ci aiuta a essere vigili, è naturalmente più elevato. Con il passare delle ore dovrebbe diminuire gradualmente, ma se dormiamo poco, viviamo sotto pressione e non recuperiamo mai davvero, il cervello arriva al pomeriggio con risorse sempre più limitate.
C’è una frase che ripeto spesso ai miei clienti: “Il problema non è che il tuo cervello smette di funzionare nel pomeriggio. Il problema è che arriva al pomeriggio dopo aver lavorato per ore senza avere davvero il tempo di recuperare.”
L’errore più comune è cercare di risolvere tutto con altri caffè o saltando il pranzo. In realtà il cervello ha bisogno di un’alimentazione equilibrata, di una buona idratazione e di un sonno di qualità. Un pasto ricco di verdure, proteine e cereali integrali aiuta a mantenere più stabile l’energia, mentre brevi pause durante la giornata permettono alla mente di recuperare.
Quando il problema è legato a periodi di stress prolungato, può essere utile valutare un supporto personalizzato. Nutrienti come il magnesio e le vitamine del gruppo B contribuiscono al normale metabolismo energetico e al funzionamento del sistema nervoso. Se prevalgono tensione e affaticamento mentale, adattogeni come l’Ashwagandha o la Rodiola, nei casi appropriati, possono aiutare l’organismo a migliorare la capacità di adattarsi allo stress.
Il nostro cervello non si spegne all’improvviso. Ci manda piccoli segnali quando sta consumando più energia di quella che riesce a recuperare. Ascoltarli significa prendersi cura del proprio benessere prima che la stanchezza diventi un problema più importante.
Se anche tu ogni pomeriggio senti che la tua mente rallenta, non limitarti a cercare un altro caffè. Passa in farmacia. Insieme possiamo capire cosa il tuo corpo sta cercando di comunicare e trovare il percorso più adatto per ritrovare energia, lucidità e benessere.

 

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