Aldo Bianchini
SASSANO – Il 1° agosto scorso la comunità di Sassano (ed in particolare quella della loc. Caiazzano) è stata scossa dalla terribile notizia, propalata da tutti i mezzi di informazione locale, della morte di un cittadino di Montesano/Marcellana di 48 anni (originario di Napoli) a causa del ribaltamento ripetuto più volte della sua auto in un fossato laterale alla stretta VIA ASCOLESE (sulla destra della strada senso di marcia Padula – Caiazzano) proprio all’altezza dell’abitazione dell’ex sindaco dr. Domenico Rubino, per dare un’indicazione precisa del luogo.
E’ giusto chiarire se Via Ascolese sia una strada provinciale o una strada comunale o addirittura una strada interpoderale; la stessa comunque partendo dalla SP/51/a, passando sul Ponte dei Giuliani, si innesta sulla via comunale di Padula (Buffalaria Cammarelle) per aprirsi sulla SS/19 che offre all’automobilista la scelta verso lo svincolo di Buonabitacolo della A/2 o verso Sala Consilina.
Le voci popolari e le scarne notizie giornalistiche hanno subito tagliato corto sulle cause dell’incidente attribuendone la responsabilità allo stesso automobilista che, avendo forse accusato un malore, ha perso il controllo dell’autovettura trovando la morte all’istante, anche a causa della velocità.
Sicuramente può essere andata così, non lo metto in dubbio; ma per principio sarebbe oltremodo doveroso, e non soltanto per rispetto della vittima, cercare di scavare un po’ nelle cause e circostanze del determinismo dell’infausto incidente stradale.
E’ chiaro a tutti che la strada di cui trattasi, rasenta più le peculiarità di una strada comunale (se non proprio di campagna) che di un’arteria provinciale; non per niente, e per tanti decenni, è stata utilizzata soltanto dai residenti locali (che, ovviamente, la conoscono come le loro tasche) e dai tantissimi mezzi agricoli a motore esistenti in zona.
E con l’aumento del traffico sono saliti alle stelle i rischi per i numerosissimi punti pericolosi della stessa SP che in alcuni tratti consente soltanto il transito a velocità molto ridotta di due veicoli normali; se si considera che attualmente transitano non solo le autovetture normali ma anche i mezzi pesanti ai quali si aggiungono i carri agricoli e i trattori con rimorchio il gioco, anzi il pericolo, è fatto; con notevoli aggravanti per chi non conosce la stessa strada ed è costretto a percorrerla a causa della chiusura del ponte. Nonostante piccoli rattoppi fatti qua e la senza mai pensare alla sicurezza in senso più ampio.
Bisogna anche dire che l’intelligente dirigente tecnico della Provincia, solerte nell’ordinare la chiusura del ponte, aveva anche indicato il percorso alternativo nella direzione Caiazzano – Silla – Trinità – Bivio Padula – Autostrada; facilissimo da dire, ma molto difficile da attuare perché ognuno di noi cerca sempre di percorrere la strada più breve. Ed è qui che le istituzioni devono fare la loro parte in maniera organica e favorevole ai cittadini, non limitandosi soltanto ad emettere ordinanze per proibire di percorrere quel tratto della SP ai non residenti. Questo va bene solo per mettere le carte a posto, ma non per venire incontro alla cittadinanza.
Qualche mese fa, con un precedente articolo, nell’incertezza della titolarità della strada segnalai alle competenti autorità (Comune di Sassano e Provincia di Salerno) l’estrema pericolosità soprattutto del tratto che va dalla casa dell’ex sindaco per non più di centocinquanta metri verso il Caiazzano; lì, oltre alle due curve dove è avvenuto l’incidente, ci sono due vasche di decantazione delle acque (a raso stradale, come vedete dalle e foto) completamente lasciate a se stesse senza la minima segnalazione o la recinzione con un guardrail; e pensare che pochi metri dopo c’è una curva quasi a gomito sulla destra che provoca spesso frenate fuori dalla norma; per chi non conosce l’esistenza di quelle due vasche è facilissimo infilarcisi dentro e passare all’altro mondo.
Da Provincia e Comune mi sarei aspettato se non una risposta diretta almeno una qualche azione riparatoria; invece il silenzio fu assoluto.
A questo punto è legittimo pensare, giornalisticamente, che l’incidente mortale a quel 48enne di Montesano possa essere stato provocato da un improvviso incrocio con altro mezzo a motore e dall’assoluta mancanza di presidi di sicurezza sull’arteria ? Credo che sia legittimo, anche perché sul posto non c’era nessun testimone al momento del fatto per dimostrare in assoluto il contrario.
Spero che questa volta le istituzioni, alle quali invierò copia del presente articolo, siano più sensibili della precedente occasione e cerchino di impegnarsi, senza fare troppa filosofia, per migliorare la sicurezza su quella Via Ascolese.
Non è possibile che in questo Paese debba sempre essere necessario far intervenire le Procure per cercare di risolvere questa tipologia di problematiche.