SESSUALITA’: La politica del corpo

 

Da avv. Maurizio Manzo

 

Il modo in cui immaginiamo le relazioni tra i corpi ed il modo di come l’esperiamo sono basilari per capire come le risultanze influenzeranno, sia nel singolo, sia nella moltitudine sociale, l’evolversi del futuro di una società.

Si comincia con la relazione tra genitori e figli, la quale non può non evolvesi in un rapporto

(seppur genuino) di dominio e sottomissione. Questi modelli comunque influenzeranno inconsciamente le nostre relazioni e l’approccio delle nuove a venire.

Se questi approcci sono  impostati con una sorta di rispetto tra genitore (che impartisce) e figlio (che apprende) allora si avrà una coscienza ed educazione che rifiuterà un sistema sociale di gerarchie fondate sulla forza. In caso contrario si avrà una società basata su gerarchie dominanti fondate sulla forza e sulla paura.

Ecco perché, nelle prime forme di socialità preistoriche, s’è avuta (da parte del genere fisicamente forte) una mutazione di interpretazione del corpo femminile, che da simbolo di potere sessuale e spirituale e divenuto oggetto sotto il controllo del maschio che deve controllarlo. Per certo il predominio del maschio ha determinato anche lo sfruttamento della femmina, sia per la sua dote di procreare altri esseri (da loro sfruttabili), sia per il lavoro collaterale all’attività agricola, alla ricreazione del maschio, ecc. Tanto pressante è stata l’opera di sottomissione dell’uomo da far sì che le stesse donne, autonomamente, hanno applicato il sistema verso se stesse e le proprie figlie affinché si conformassero alle esigenze maschili. Eppure qualcuno può dire con certezza che oggi tutto questo non avviene più?

In forma più ampia, come oggi ancora, le organizzazioni umane dominati hanno prevalso e condizionato con la forza e l’induzione sulle masse pacifiche dell’umanità.

Non si vuol dire che il modello dominante sia l’unico modo in cui le donne e gli uomini siano costretti ad accettare, ma molti sono i modi per condizionare socialmente le masse per farle diventare sensualmente, e non soltanto attitudinalmente obbedienti ai superiori (come sosteneva il gesuita Don Hanlon Johnson).

Quindi il corpo umano, nello specifico quello femminile (data le contingenze del momento) veniva selezionato anche in base alle sue caratteristiche fisiche, le quali davano certezze di funzionalità legate alla continuazione della specie e, per se stessa, la resistenza e/o longevità di vita. Ancora oggi, nell’inconscio di ogni uomo e di ogni donna, si prediligono caratteristiche fisiche, ritenendole semplicente “belle”, p. es.: un bel seno (serviva per essere sicuri dell’allattemento), un bel bacino (per un buon parto) buona corporatura (serviva per la resistenza alla mancanza di cibo e nelle carestie), ed altre. Comunque tutte scelte superficialmente definite “piacevoli” ma aventi una finalità vitale ed essenziale.

Avvocato Maurizio Manzo

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