Report è un patrimonio del servizio pubblico, merita di continuare ?

 

 

da Pietro Cusati ( Giurista- Giornalista)

 

Il giornalista Sigfrido Ranucci è nato a Roma, il 24 agosto 1961, laureato in Lettere alla Sapienza, con 110 e lode,dopo aver fatto la gavetta nelle redazioni è entrato nel mondo della Rai. Una carriera costruita soprattutto sul lavoro da inviato. Nel 2006 è entrato nella redazione di Report con  Milena Gabanelli e nel  2017 è diventato conduttore, con una lunga esperienza di servizio pubblico. Vive sotto scorta dal 2021 a seguito delle minacce ricevute per il suo lavoro. Nell’ottobre 2025 un ordigno è esploso davanti alla sua abitazione di Pomezia, danneggiando anche l’auto della figlia e sono in corso le indagini e gli accertamenti dell’autorità giudiziaria  competente ,per accertare i responsabili dell’attentato e gli esiti giudiziari.

Ranucci  è un’altra vittima del teorema Ferragni? La RAI tutela ancora il modello Ranucci? Sopravviverà il metodo “Report’’,nonostante la bravura dei redattori e della redazione ?  Con il  post su Facebook, dal titolo: “La voce che spaventa”,Ranucci ha fatto un regalo a chi voleva chiudere Report? Questo è il post che ha scritto il giornalista Sigfrido Ranucci, su Facebook, dal titolo: “La voce che spaventa”:”Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza” .”Muoiono tutti nello stesso modo, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto un attimo prima degli altri il disegno di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta”. Quale sarà il destino del “metodo Report”? La Commissione per il Codice etico della Rai dovrà rendere noto il proprio parere etico, se sono stati rispettati: “gli obblighi di lealtà, correttezza, imparzialità e trasparenza”. Aldo Grasso,critico televisivo del Corriere della Sera sostiene che: ‘’ la televisione dà alla testa. Ti fa perdere la cognizione di te, del contorno ’’.

 

 

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