La sessualità non stagionale e la chimica dell’amore

 

Da avv. Maurizio Manzo

 

Il potenziale sviluppato, durante il lungo periodo dell’evoluzione umana, di correlazione conscia ed affettuosa, definita con la parola “amore”, offre la base per un modo più appagante di relazionarci tra di noi, anche sé ci sono ancora coloro che non sanno amare e solo con rapporti disamorati, crudeli, violenti, riescono ad essere attivi (vedi: sesso a pagamento, rapimenti, stupri, ecc.).

Il principale sviluppo evolutivo dell’essere umano è il cervello umano e le corde vocali, con i suoi suoni emessi, la parola. Infatti l’essere umano è l’unica specie in grado di comunicare in modo compiuto. Il primo vincolo sociale sorge dalla necessità di comunicare tra la madre ed il figlio e questo comunicare ha permesso lo sviluppo della specie e con maggiore probabilità anche la sua sopravvivenza. Dalla intuizione di due biologi Humberto Maturana e Francisco Varela s’è compreso che la specie umana, evolvendo, ha determinato una sessualità non più stagionale (tipica delle altre specie animali) e detta caratteristica viene connessa alla comparsa del linguaggio, quale strumento per facilitare i rapporti intimi data la sessualità ininterrotta della femmina umana. Altra caratteristica umana, individuata dai suddetti è la consapevolezza che il genere umano ha di sé, in quanto distinti dagli altri, cioè la coscienza; sostenendo che detta peculiarità sorge per uno sviluppo connesso alla sessualità umana.

Come sosteneva l’antropologo Ashley Montagù: è dal tocco – touching – amorevole che traiamo le sensazioni fisiche ed emotive più intense, è dal “tocco amorevole” che riceviamo non soltanto piacere ma anche conforto nel dolore, speranza nella disperazione, inoltre, quel senso indispensabile di non essere soli a questo mondo, ma essere connessi agli altri.

Quindi come sostiene Maturana, noi umani dipendiamo dall’amore e subiamo effetti deleteri (v. depressione – sindrome contemporanea) quando ci viene negato. Inizia il rapporto con un altro essere dalla tolleranza di costui all’interno del proprio spazio vitale e culmina con la forte emozione dell’amore, teorie moderne hanno rivalutato anche l’aspetto del piacere quale attrattore di comunanza e socialità.

Oggi che la scienza medica ha fatto passi enormi nello studio del corpo umano e del suo cervello, hanno rilevato che sostanze chimiche (dai noi endo-prodotte) come le endorfine forniscono al corpo piacere sia quando si concede amore sia quando si riceve amore.

E come dice lo psichiatra Michael Liebowitz, la ricompensa che si riceve da queste sostanze chimiche spiega l’euforia dell’innamoramento. Nella fase dell’innamoramento, così come gli intensi piaceri dell’amore sessuale, avviene un innalzamento dei livelli di alcune sostanze chimiche tra cui la feniletilamina della famiglia delle anfetamine

Avvocato Maurizio Manzo

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