NICOLETTA DI NOIA: “nel nome della famiglia” … questa sera in Piazza Umberto 1° a Sassano

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Quasi sempre dal titolo viene dato un preciso segnale, una sorta di chiave di lettura, per aprire, sfogliare, leggere e semmai rileggere un libro.

Nel nome della famiglia”, (ed. Collana Narrativa Santelli), opera seconda di Nicoletta Di  Noia  (nata a Sassano ma residente al nord) non è soltanto l’intreccio, anche coinvolgente, di due antiche famiglie del nord (i Martinelli e i Cantelli) che intrecciano i loro destini grazie e/o a causa dell’innamoramento e del successivo matrimonio tra Renata (la primogenita dei Martinelli) e Siro (il suo omologo dei Cantelli).

Sicuramente Renata e Siro non sono minimamente paragonabili ai mitici Giulietta e Romeo (tutta del nord est) ma simbolicamente rappresentano uno spaccato molto concreto e, per certi versi anche drammatico, di un’Italia che affonda le sue radici degli anni ‘20 per attraversare tutta la fase del fascismo ed anche il secondo conflitto mondiale con tutti i cambiamenti generazionali e di civiltà forzata, fino alla devastante globalizzazione, che volendo o nolendo hanno inciso, almeno nella storia narrata dalla Di Noia, profondamente non solo nelle fortune e/o sfortune delle due famiglie ma anche, se non soprattutto, nei rapporti interpersonali delle due famiglie medio-borghesi che per la morte di Renata (a causa di un aborto clandestino) si intrecciano in un groviglio di sentimenti personali ma anche sociali tra il vedovo e la nuova compagna, forzata nei sentimenti inesistenti, Edda la sorella minore di Renata. Fino alla morte anche di Siro (per un banale incidente stradale per andare a vedere un derby calcistico milanese) che espone Edda alla constante ma non forzata insistenza di Giuseppe (figura abbastanza insipiente) che sarà, alla fine, rifiutato sia come amante che come marito dalla decisa Edda.

Questa in sintesi molto stretta la vicenda narrata da Nicoletta Di Noia che con questo secondo romanzo (il primo “Come l’asperula che cresce tra le rocce” – Editore Rossini fu presentato nel 2023 con grosso successo) a giusta ragione si può fregiare del titolo di “scrittrice e narratrice” con la grande capacità di “parlare alla pancia del lettore” per coinvolgerlo e trascinarlo verso il suo modo di leggere la vita, i rapporti sociali, le evoluzioni dell’economia locale e nazionale che nei due libri narrativi viene analizzata sia al sud che al nord con le dovute e doverose differenze, soprattutto dal punto di vista dei costumi e delle aperture mentali che in molti casi si allineano alla perfezione, pur nelle grandi difficoltà connesse alle radicali trasformazioni di una società che passando attraverso due epocali fenomeni (fascismo e secondo conflitto) che hanno portato “quel mondo prevalentemente agricolo ad una industrializzazione forzata per poi farlo sfociare, attraverso la tecnologia avanzata, nell’era del web e della globalizzazione … fino ai nostri giorni”.

Ovviamente sullo sfondo del romanzo e tra le sue righe c’è sempre questo viaggio immaginario ed incessante tra il profondo sud (da dove la scrittrice proviene) ancora oggi, in certe sacche, incapace di rapporti chiari, corretti e trasparenti e il moderno nord che pur essendo aperto mentalmente non riesce ancora a liberarsi di certi pregiudizi legati alle caste ed alla appartenenze.

Tutto questo la scrittrice Nicoletta Di Noia non lo scrive nè nel primo e nè nel secondo romanzo; ma la sua abilità narrativa lascia ampio spazio al lettore per divagare ed andare anche oltre ciò che realmente la scrittrice vuole dire e rappresentare.

Ed è in questa capacità che va annoverata la possibilità, che nella fattispecie è certezza, del successo di pubblico, di vendita e di lettura da parte di una grossa fetta di persone che si allontanano sempre più quando non intravedono la possibilità di leggere e ricordare, attraverso il libro, specifiche epoche, anche travagliate, della nostra complessa società.

Questa sera, in Piazza Umberto 1° di Sassano, a partire dalle ore 20.30 il libro della Nicoletta Di Noia sarà presentato al numeroso pubblico che accorrerà anche per la concomitante “Festa dell’emigrante” (e la Di Noia è un’emigrante); ad intervistare la scrittrice sulla trama e sugli intrecci del suo romanzo sarà l’ottima e dialogante giornalista Chiara Di Miele che, sicuramente meglio di me, non mancherà di approfondire non solo gli aspetti più intimi e segreti del racconto ma anche i riflessi che esso ha nei confronti di alcuni decenni della nostra storia politica, sociale ed economica.

Un libro-evento che molto probabilmente meritava, nell’ambito della festa in piazza, uno spazio maggiore perché i temi da trattare sono tanti e perché per la prima volta una scrittrice sassanese, nata a poche decine di metri dalla piazza, è chiamata a presentare proprio in quella piazza che da bambina – adolescente ha mosso i suoi primi passi verso una lunga carriera di insegnamento e, adesso, di scrittrici consolidata ed apprezzata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *