da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Con grandissimo dispiacere e delusione in Lombardia si legalizza il suicidio assistito: una evidente enorme sconfitta per l’intelligenza umana.
Non hanno pensato casomai minimamente in consulta che in tal modo non si autorizza più la libertà in discussione ma si diventi senza accorgersene piuttosto omicidi autorizzati?
“E nove per nove quanto farà!??”…. tornerebbe a chiedersi un matematico in erba!
Probabilmente i componenti tale triste delega hanno in gioventù fatto un bel pienone di cultura influenzata da thriller e drammaturgia statunitense horror o da intrattenimento per ciuchini del liceo foraggiati da popcorn e patatine.
Senza dimenticare maliziosamente che tali decisioni liberatorie anche dalla propria facoltà di pensiero o responsabilità siano state corrotte da qualche business farmaceutico, l’emulazione che ne possa derivare numeri luttuosi é anch’essa ignorata.
Se le atrocità delle pratiche abortistiche siano state influenzate sul consumo di massa a danno del genere e della dignità femminile con alibi manipolato di moda femminista siano ancora discutibili, aver assecondato un incubo come il suicidio assistito può essere o facilitare inoltre dinamiche di induzione.
“E cinque per cinque quanto farà!??”… tornerebbe a chiedersi il matematico alle prese con le prime tabelline!…
Infine prima di andare a scioperare sul tema ci sarebbe da considerare le contraddizioni sui valori e le dignità della vita primari per tutti i diritti in ogni costituzione scritta o conosciuta.
Le politiche della falce e martello in Italia stanno completamente mutando anche da vittime spero inconsapevoli ma illuse, in una ideologia decadente e depressiva asservita alla falce della morte.