da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Più di un sindaco in settimana si sta appellando specie via social media contro la pretesa di alcune comunità lavoratrici di fede islamica per l’allestimento di una o più moschee.
Se potessi suggerire tali primi cittadini, non serve alimentare fastidiose controversie con prevenuti motivi o cercando scuse e cavilli per giusta destinazione dell’economia pubblica.
Le chiese cristiane durante i secoli infatti, solitamente vennero edificate da numerosi mecenati o privati potentati a seconda del periodo storico e geografico.
Altrettanto le moschee vennero edificate nei corrispettivi paesi di culto differente da califfi o sultani ed emiri, ma quasi giammai da una amministrazione pubblica.
In pratica se é bene tollerare e convivere in un società interreligiosa, dare a determinati emigrati l’ok per costruire o adattare , modificare e ristrutturare i propri simulacri religiosi dovrebbe essere normale ma sempre ammesso che si intenda nei luoghi pertinenti ed in particolar modo con le relative finanze.
Le comunità estere in Italia integrandosi sempre di più non dovrebbero imitare anche i vizi ( dell’omnifinanziario capriccio) o le derive distorte di una nazione che non é abituata all’”uomo nero” come ha dichiarato la campionessa Paola Egonu: il razzismo italiano, (sentimento naturale, inutile fare gli intellettuali) non é come per l’allarme dell’atleta stessa una questione di classe o una grana politica, ma piuttosto una paura ignorante poiché diversamente dagli altri paesi occidentali come Usa, Francia, Inghilterra ed Olanda che nei secoli hanno colonizzato terre e persone, l’integrazione nel belpaese stenta ad amalgamarsi, giacché gente di colore o religione altra dalla nostra ha iniziato a vivere e lavorare come il popolo italiano solamente dopo la realizzazione di determinati paradigmi di vita dettati dai media dei paesi citati.
…. A proposito, un gruppo musicale pop-punk-rock, i Clash, avrebbe suonato “Rock the casbah” in quanto le democrazie occidentali evolute hanno risolto tali problemini in melodie semplici svariati decenni dapprima, senza mai farsi nei pantaloni.