I riti della primavera nell’antichità

 

Da avv. Maurizio Manzo

Per i nostri antenati la vita è stata la prima cosa che hanno empiricamente osservato e ciò che li ha sempre (ed anche oggi a dire il vero) è la nascita anzi la rinascita. L’osservazione della vita ha fatto si che con dei riti, con immagini, con graffiti, ceramiche, ecc., hanno cercato di comunicare ai loro posteri il messaggio universale della prosecuzione della vita che, in fondo, non ha mai fine ed un filo continuo che passa dal nonno, padre, al figlio (o nonna, madre, figlia) per sempre.

In primo luogo l’osservazione dei ritmi della natura e la loro somiglianza ai ritmi della vita umana e, come nota Marshack le loro osservazioni erano molto attente, le illustrazioni tenute sulla “mazza di Montgaudier” raffigurano anche scene mitiche associate a riti che celebravano il ritorno ciclico della primavera, quindi il rinnovarsi di tutte le forme di vita, vegetale, animale, umana. Con il ritorno della primavera, ai primi di maggio, (come la maggior parte degli animali) gli umani celebravano l’unione tra l’uomo e la donna come l’epifania dei misteriosi poteri che danno e mantengono la vita.

Tracce di tali tradizioni si rinvengono in molte note feste popolari europee, durante le quali giovani donne e giovani uomini andavano nei campi a festeggiare facendo l’amore. Tradizioni che risalgono con certezza anteriormente all’avvento del Cristianesimo; quello interpretato da capi della Chiesa, Sante e Santi e così da passa parola a passa parola, probabilmente, s’è dato alla parola di Cristo ciò che Gesù nemmeno aveva mai pensato. Non a caso oggigiorno nuove rivelazioni storiche e attente riletture dei Vangeli in particolare quelli Apocrifi ci danno una chiave più verace e genuina della parola di Gesù.

Nei vari rinvenimenti archeologici figurano anche sculture cicladiche (terzo millenni A.C.) che rappresentano soggetti umani ermafroditi.

L’ermafrodismo, è noto che non è solo degli umani, ma (ancor’oggi) ai molti è ancora sconosciuto questo fenomeno della natura animale (umana), tra i pesci, alcuni insetti ciò è facilmente rinvenibile. Da questo fenomeno si può dedurre che la vita trova sempre e comunque il modo ed il metodo per proseguire sulla Terra e nell’Universo, a noi un po’ conosciuto, e negli altri infiniti Universi che mai potremo raggiungere (nemmeno con i più potenti telescopi che si possano inventare).

Naturalmente l’ermafrodito è abile alla procreazione, ma la Grande Natura ha ben pensato di fare in modo che l’umanità si estendesse e che la riproduzione variasse nel DNA, onde evitare collassi genetici atti a far nascere esseri mostruosi, quindi da qui allo sdoppiamento dei sessi in femminile e maschile, vedi la parabola della “costola di Adamo”, cioè che da Adamo si e fatta la donna (femmina) anche se è la femmina che riproduce e fa la nascita per cui la rinascita dell’umanità e delle comunità sociali (metodo della dominanza).

nota – certo che non si ci confonda coi transgender (molto più noti nel mondo di oggi) che nulla a che fare con l’ermafrodito, il quale è ancora nel nostro mondo odierno.

 

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