CONSORZIO: il presidente Curcio contro le discariche abusive

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Dire che il dr. Beniamino CURCIO sia l’uomo giusto al posto giusto è largamente riduttivo per un personaggio che davvero è altamente competente della materia che governa e gestisce; necessita, quindi, rimarcare il fatto che (caso forse unico per il Vallodi Diano) è realmente l’uomo giusto per occupare il posto di presidente del Consorzio di Bonifica Integrale del Vallo di Diano e Tanagro, un posto che occupa da alcuni anni con grande capacità professionale, scientifica e organizzativa.

Al di là di come ognuno di noi la può pensare ideologicamente resta il fatto che finalmente la politica (nella fattispecie rappresentata dall’on. avv. Corrado Matera) ha fatto una scelta azzeccata ed adeguata alla bisogna; difatti se la competenza tecnica del dr. Curcio è indiscutibile, lo sono altrettanto le sue innate doti di umiltà e di consapevolezza che il rapporto istituzionale e personale rimane sempre al primo posto della ideale scaletta dell’azione gestionale di un Ente comprensoriale aquale è il Consorzio di Bonifica che in passato è stato spesso gestito in modo padronale dai vari rtappresentanti politici di turno.

Il dr. Curcio, invece, è riuscito brillantemente a superare gli steccati ideologici ed a proiettarsi sulle vere esigenze inderogabili del territorio nell’ottica delle aspettative della gente che quel territorio lo vive minuto dopo minuto, giorno dopo giorno.

Ecco perché l’appello lanciato in questi giorni dal presidente Curcio assume la configurazione di un vero grido d’allarme per tutti; il problema dei rifiuti abbandonati illegalmente lungo le sponde del Fiume Tanagro e/o addirittura dentro le sue acque è un fatto di una gravità inaudita che nel 2026 non può essere più sopportato anche in mancanza di regole più feree e stringenti in merito alle condanne durissime nei casi in cui il trasgressore venisse individuato.

   L’abbandono indiscriminato di rifiuti lungo gli argini e, in alcuni casi, direttamente all’interno dei corsi d’acqua è stato, è e sarà un problema molto serio non solo per i distratti sindaci del Vallo ma anche dello stesso Consorzio che nella parola “integrale” della sua denominazione potrebbe facilmente far rientrare anche le attività di controllo e di segnalazione alle Autorità competenti dei casi di delinquenza contro l’ambiente in generale e dell’attentato alla pubblica sicurezza nel dettaglio particolare.

Capisco che la parola “integrale” per il Consorzio può voler dire altro, ma se la politica facesse un piccolo forzo di co-attribuzione di competenze non guasterebbe.

Questo giornale non ha avuto il piacere (pur operando spesso sul territorio valdianese) il piacere di un comunicato da parte del Consorzio in merito alle dichiarazioni del presidente pur diffuse alla stampa locale (forse il Consorzio teme che bisogna pagare per pubblicare le notizie importanti e di utilità comune; per questo giornale non funziona così, non sappiamo per le altre testate giornalistiche); sono stato, quindi costretto, a replicare la sua dichiarazione apparsa su ValloPiù.it (giornale online che leggo volentieri perché molto ben fatto):

“Quello che continuiamo a trovare durante le nostre attività è un fenomeno inaccettabile. Parliamo di cumuli di plastica, pneumatici, scarti edili e industriali e apparecchiature di vario genere, abbandonati lungo gli argini e addirittura nei corsi d’acqua. Non dobbiamo dimenticare che viviamo in un territorio di grande valore ambientale e paesaggistico: trasformare questi luoghi in discariche a cielo aperto significa deturpare un patrimonio che appartiene a tutti. Ma c’è anche un altro aspetto che non può essere sottovalutato: questi rifiuti possono compromettere la corretta funzionalità dei corsi d’acqua. L’acqua può trasportarli e accumularli nei punti più delicati, aumentando il rischio di esondazioni e allagamenti … Su questo fronte il rapporto con i Comuni è improntato alla collaborazione, nella consapevolezza che l’obiettivo è comune: evitare che canali e corsi d’acqua vengano percepiti e utilizzati come luoghi nei quali liberarsi dei rifiuti e restituire loro, invece, il valore di risorse ambientali, paesaggistiche ed ecologiche. Le amministrazioni collaborano con il Consorzio: a volte procediamo attraverso segnalazioni formali, altre volte basta una telefonata, ma lavoriamo in sinergia perché abbiamo un obiettivo comune: fare in modo che i corsi d’acqua non vengano percepiti come discariche a cielo aperto, ma come risorse paesaggistiche ed ecologiche, ambienti da vivere, rispettare e anche vigilare “Il Consorzio ha già implementato la videosorveglianza sul territorio e sta valutando anche l’organizzazione del servizio di Polizia idraulica, previsto dalle nuove competenze attribuite ai Consorzi di Bonifica, verificando la possibilità di svolgerlo direttamente o attraverso strutture specialistiche esterne. Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia, il fenomeno esiste e va affrontato. Occorre intensificare la vigilanza e utilizzare sempre di più gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Mantenere efficiente e pulita la nostra rete idrografica, renderla vivibile e fruibile, è un nostro dovere ma anche una sfida che dobbiamo vincere”.

 

Il presidente Curcio è, per come lo conosco, un uomo che non parla mai a vuoto; mi aspetto da lui risultati ancora più eccellenti di quelli già ottenuti nel recente passato.

Una piccola raccomandazione finale: cafro Presidente spiega a chi di competenza che basta aggiungere sulla mail-list dell’Ente anche il nome di questa testata per avere, per quanto nelle nostre minute possibilità, una diffusione anche maggiore di queste interessanti notizie.

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