Elezioni presidenziali, miraggio oppure obiettivo ?

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Zio Silvio si spendeva per l’elezione diretta giacché i perfettini si alzano al mattino pretendendo una democrazia diretta e trasparente.

Rubo in corsa la staffetta sul tema evidenziato in settimana da Scarlato poiché inoltre le ansie sulla prossima prima carica é in pieno totonomine da botteghino politico.

 

Come per l’articolo dell’avvocato salernitano, oltre a ricordare e precisare le coerenze sul funzionamento pluralista dell’emiciclo, avanzo altrettante staffette come appunto quelle corse già per la necessità di elezioni dirette sia per il presidente della repubblica che per il premierato.

 

Dalla scelta referendaria ad oggi gli italiani si ritrovano come presidenti perfetti sconosciuti che spesso tali rimangono se non prima della tradizionale letterina sul panettone a natale.

 

La crescente esigenza di rispetto e coerenza da parte della opinione pubblica medio-alta, comunica da vari anni attraverso più canali, pretendendo l’attenersi ora alla costituzione ora al buon senso fino alle regole del bugiardino farmaceutico.

 

Poi però la pigra politica dopo tutte queste belle parole, che in molti stanno imparando come per una scuola serale per anziani, si lascia trasportare dalle cattive consuetudini, fatte di immobilismo televisivo, ma le presidenziali, che in altre nazioni funzionano facilmente anche con strutture elettorali e che liberano l’elettore da carta penna e calamaio, giacciono nei film e nei telenotoziari esteri, piuttosto usando una semplice scheda con foto candidature o sistemi di urne elettroniche.

 

Mentre si pretendono in siffatta pigrizia referendum a destra e a sinistra, la scelta diretta e democratica e la selezione onesta “brancolano nell’urna” rincorrendo chimere fotocopiate da altri sistemi o dai nostri stessi appunti fissati dal lavoro istituzionale, ma il vile risultato progressivo é un patinato bisticciarsi su premi di maggioranza che non sarebbero neanche necessari se non ingiusti e non richiesti dall’elettorer né dalla domanda funzionale se non con scuse infantili di capricciosa stabilità vigliacca.

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