LA CURIA – IL GREGGE: il gesto di Mons. Pierro

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Una calda giornata d’estate, era il 21 agosto del 2008, la tempesta mediatico-giudiziaria sulla Curia e soprattutto sulle figure di Mons. Gerardo Pierro e don Comincio Lanzara aveva raggiunto i massimi vertici.

Quel giorno c’era l’alzata del Panno di San Matteo; il quadriportico era affollato di Autorità pubbliche, religiose e militari; sul lato destro guardando il portone di ingresso del Duomo erano stati sistemati i numerosi giornalisti accorsi per assistere al rito annuale che tanto affascina i fedeli.

Io ero in piedi nella prima fila dei giornalisti; ero un po’ timoroso perché era la prima volta che mi sarei incontrato con l’Arcivescovo che da tanto tempo attaccavo giornalisticamente con una continuità quasi quotidiana; immaginavo, ma ovviamente mi sbagliavo, che potesse disporre il mio allontanamento dal quadriportico.

Vidi con chiarezza che don Comincio si avvicinò all’Arcivescovo mentre questi stava concludendo il rito dei saluti con le Autorità.

Fu un attimo, i nostri sguardi si incrociarono e intuii da un suo gesto che dovevo raggiungerlo dove nel frattempo si stava spostando.

Mi avvicinai con tutto il rispetto possibile; mi disse semplicemente: “Direttore buongiorno, io so che lei è nato a Muro Lucano il paese di San Gerardo; io porto il nome di quel Santo e voglio portarla con me a Materdomini perché dobbiamo parlare a lungo”; mentre parlava mi resi conto che tutti i presenti ci guardavano sorpresi; ma l’Arcivescovo parlava col cuore ed io, senza alcuna esitazione, risposi che ci sarei andato di buon grado anche perché io ero nato a non più di settanta metri dalla casa nativa di San Gerardo.

Dopo una decina di giorni mi telefonò don Comincio per dirmi che l’Arcivescovo intendeva andare a Materdomini il 2 di settembre per la festa liturgica dedicata a San Gerardo.

Quella mattina del 2 settembre 2008 salii nella macchina dell’Arcivescovo e ci recammo, con don Comincio, a Materdomini; pranzo offerto da Mons. Pierro che poi decise di regalarmi, presso la locale panetteria, una panella di pane perché quella era la misericordia che faceva il Santo di Muro Lucano.

Parlammo a lungo fino al tardo pomeriggio quando l’Arcivescovo rientrò in Curia; inutile dire che da quel momento il mio atteggiamento cambiò decisamente ed apertamente mi schierai, convintamente, contro Il Gregge e contro l’azione che stava portando in Curia. Il tutto mi è costato, fino ad ora, ben tre processi; ma la causa era giusta.

Tra me e Mons. Pierro, come con don Comincio, i rapporti sono rimasti ottimi fino alla fine; nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il 26 aprile 2015, mi volle (unico giornalista presente) come moderatore di un convegno che avevano organizzato in suo onore; mi ha anche citato in uno dei suoi ultimi libri con una menzione molto speciale.

Nonostante l’oltraggio materiale patito in terra, sicuramente nei prati celesti ha avuto tutti i riconoscimenti che meritava.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *