GARLASCO: Cataliotti – Giarda e l’ora “X”

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Mentre impazza la “la Garlasco mania” su tutti i grandi network televisivi del Bel Paese, ritornato in onda ancora con più rabbia possibile che era stata manifestata prima della rovente estate 2026, sullo sfondo si fa aspra, durissima, sproporzionata e, perché no, anche un po’ squallida la battaglia senza esclusione di colpi tra gli avvocati difensori delle varie parti in causa:

  • Liborio Cataliotti e Angela Taccia per Andrea Sempio
  • Antonio De Rensis e Giada Bocellari per Alberto Stasi
  • Gian Luigi Tizzoni per i coniugi Poggi (genitori di Chiara)
  • Valter Biscotti per il colonnello Gennaro Cassese
  • Stefania Cappa per le gemelle Cappa
  • Francesco Compagna per Marco Poggi
  • Fabrizio Gallo per l’avv. Massimo Lovati
  • Domenico Aiello per l’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti

Ai predetti 10 avvocati bisogna aggiungere la folta schiera di esperti scientifici (suddivisi per varie categorie professionali) schierati l’uno contro l’altro nella difesa delle loro personali convinzioni sui risultati sperimentali che hanno, tutti, il sapore della vera approssimazione nell’attesa di “un giudice terzo” in grado di ristabilire un minimo di verità e di credibilità.

Passare cioè, con il giudice terzo, dalle consulenze alle perizie che poi non sono mai definitive come la storia giudiziaria ci insegna anche quando e dopo che le stesse perizie sono state assunte come base granitica per le sentenze.

Ma lo spettacolo veramente squallido, in questa ripresa tempestosa della “Garlasco mania” la stanno offrendo gli avvocati come se fossero su un palcoscenico per la recita di una “sceneggiata alla napoletana” vergognosa e fuori da ogni logica deontologica; con Domenico Aiello che è arrivato a definire “soggetti senza fissa dimora” gli avvocati De Rensis e Bocellari difensori di Alberto Stasi.

Ed ora dovremmo essere alla fine del 1° atto della commedia con la conclusione delle indagini prevista per lunedì 28 settembre 2026 sempre che non intervenga una nuova richiesta di rinvio alla scadenza dei successivi, e davvero ultimi, sei mesi per l’irruzione nella sceneggiatura di elementi necessitanti di ulteriori indagini e riflessioni.

E poi ?, e poi i soliti dieci avvocati e la ventina di consulenti si scateneranno in nuove accuse reciproche, in nuove e rispettive denigrazioni, in nuove evidenti scorrettezze meschine, disseminate lungo le moltissime ore che le tv nazionali ed anche i canali You Tube dedicheranno al giallo di Via Pascoli di Garlasco; tenendo conto, anche se nessuno vuole riconoscerlo, che le consulenze della Procura hanno sempre un peso maggiore rispetto a quelle delle altre parti in causa in barba alla presunta parità.

NOTA – Ho scelto di pubblicare la foto dell’avv. Cataliotti, con relativa didascalia, perché c’è un aspetto della difesa di Cataliotti che nessuno ha messo in evidenza; ed è un aspetto molto importante che riguarda l’intera strutturazione del nuovo codice di procedura penale (quello voluto dal grande giurista Giuliano Vassalli), approvato con il DPR n. 447 del 22 settembre 1988. Alla prossima per parlare di Liborio Cataliotti.

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