da Pietro Cusati (Giurista- Giornalista)

Il giornalista Leo Longanesi,  (1905-1957), scrittore, pittore, disegnatore e caricaturista, ha fondato alcuni periodici che ebbero un’importante funzione nella vita politico-culturale italiana, scrisse che la nostra bandiera nazionale dovrebbe recare la scritta “Ho famiglia”. D’accordo si disse subito Ennio Flaiano,  (Pescara5 marzo 1910 – Roma20 novembre 1972), sceneggiatorescrittoregiornalistaumoristacritico cinematografico e drammaturgo italiano. Specializzato in elzeviri , fu d’accordo Leo Longanesi . Alcuni anni fa Goffredo Locatelli e Daniele Martini hanno pubblicato il libro “Tengo famiglia. Il nepotismo e la nomenklatura familiare”: una fitta ragnatela di nomi, favori e scambi familistico – familiari. Il familismo in politica, Il voto del mese di novembre 2025 ,rischia di passare alla storia dell’italia,come quello «dei parenti stretti ». i partiti presenteranno  candidati «di famiglia»,

con l’ elezione garantita. «La famiglia resta l’istituzione italiana più solida».Lo scrittore Leo Longanesi molti anni  fa propose di adottare come slogan ufficiale della Repubblica italiana il motto “Tengo famiglia”»,  Goffredo Locatelli, autore con Daniele Martini del libro omonimo, pubblicato nel 1997, massimo esperto italiano di nepotismo,  prima aveva esordito con un altro volume, “Mi manda papà”, che esaminava i legami familiari della Prima repubblica .È un argomento scottante  perché riguarda tutti gli schieramenti politici . Non sono lontani, insomma, i tempi di Paolo Pillitteri, crocifisso come «sindaco cognato» quando governava Milano per conto di Craxi.In pratica non è cambiato nulla dai tempi della  Prima repubblica. L’unica consolazione ,si fa per dire,come cattivo esempio , viene dagli Stati Uniti,infatti le dinastie familiari sembrano eterne, con cariche che passano di padre in figlio , tra fratelli e fra marito e moglie .