Jibrīl e il silenzio del Rais

Domenico Mastrovita

Il 9 novembre, l’ex-presidente del Cnt libico, Mamūd Jibrīl, ha dichiarato che l’esecuzione di Gheddafi è avvenuta dopo un ordine proveniente da una potenza estera; ha affermato quindi che il fatto stesso che il rais fosse stato catturato, controllato a vista e solo dopo ucciso è la prova inconfutabile che i ribelli hanno ricevuto un ordine ben preciso. Il mandante a questo punto potrebbe essere una persona influente, uno Stato o qualcuno che voleva impedire che i segreti del dittatore venissero diffusi. Jibrīl ha poi sottolineato che l’uccisore del dittatore non deve essere processato poiché chi ha premuto il grilletto potrebbe far luce sugli ultimi istanti di vita del rais. A queste dichiarazioni sono succedute una serie di ipotesi sul possibile mandante di questo delitto. Gheddafi è stato un dittatore sanguinario e un personaggio scomodo, uccidendolo si è chiusa la bocca alla verità e molti misteri non saranno probabilmente mai svelati. Le asserzioni dell’ex numero uno del Cnt hanno molteplici valenze e non sembrano casuali. La prima sembrerebbe quella di attenuare le responsabilità dei ribelli perché tale esecuzione ha causato molte critiche. Una seconda motivazione sarebbe quella di cercare di ricompattate il fronte interno che è dilaniato da lotte intestine. Un ipotesi fondata punterebbe invece, sulla questione delle ingerenze estere e quindi tale affermazione si tradurrebbe in un messaggio a chi sta interferendo nelle vicende libiche. Quello che sta succedendo in Libia appare torbido e di non facile soluzione, dalla primavera dei popoli nord africani si è passati direttamente all’autunno; ed è proprio in questa stagione che occorre “seminare”. Se i fautori della rivolta saranno capaci di gestire il Paese durante questo periodo di transizione, garantendo unità e stabilità, potranno un domani assaporare i costosi frutti (in termine di vite umane), di questa primavera. Interessante notare anche come negli ultimi anni tutti i dittatori destituiti siano morti senza che potessero ribattere minimante alle accuse rivoltegli.

 

 

 

 

 

4 thoughts on “Jibrīl e il silenzio del Rais

  1. Non avevo dubbi sul fatto che l’ordine fosse provenuto da altrove.Dubito sará fatta luce sul fatto che, come altri giá accaduti e che accadranno, resterà privo di una fine certa. Il mistero come unica conclusione plausibile.

  2. Purtroppo anch’io credo all’ingerenza di potenze estere, non penso che che i fatti siano accaduti d’impulso, c’è un disegno dietro. Mi piace molto l’immagine che dalla “Primavera” dei popoli arabi si è passati direttamente all’autunno…..e purtroppo non è una stagione facile…….chissà cosa verrà seminato o forse cosa è già stato seminato!!

  3. Quante cose non sappiamo……e quante cose ci nascondono!!!!! I personaggi scomodi fanno sempre una brutta fine…..è risaputo, ma non potremo mai saperne di più! Continueremo a vivere nell’ignoranza “forzata”, ma non nella stupidità!

  4. Gli arabi come il sudamerica per gli Stati Uniti, tanto prima o poi le cose le verremo a sapere, anche se tra molti anni…

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