Kate Middleton: presto nel Vallo di Diano

Antonio Citera

La principessa Kate presto nel Vallo di Diano per degustare i prodotti tipici  …una dieta a base di  carciofi di Pertosa e fagioli di Casalbuono allieteranno la sua permaneza….Dopo la notizia della scelta, da parte della principessa inglese Kate Middleton, di prediligere per la sua gravidanza i prodotti della dieta mediterranea, i consorzi del carciofo bianco di Pertosa e del fagiolo di Casalbuono, in segno di buon augurio, hanno deciso di creare un piatto inedito con i prodotti mediterranei da dedicare al futuro erede al trono di Inghilterra. Si tratterebbe di un antipasto all’agro con fagioli Sant’Antero di Casalbuono,  Carciofo Bianco  di  Pertosa e  caprino stagionato del  Cilento e  Vallo  di Diano. Inoltre, la principessa sarà presto invitata a visitare il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. A dichiararlo lo stesso presidente del Parco, Amilcare Troiano, -provvederemo presto a inviare alla Middleton un paniere con tutti i prodotti di eccellenza che raccontano il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano afferma Troiano-. Ma l’invio del paniere sará accompagnato da un invito a visitare,quando sará possibile, il nostro meraviglioso territorio,  conclude Troiano.- La dieta mediterranea , è nata a Pioppi, nel Cilento, scoperta” dal medico Ancel Keys. Nel 1945 Keys sbarcò a Salerno insieme al contingente americano; durante la sua permanenza nel Cilento si accorse che le patologie cardiovascolari erano meno diffuse che nel suo paese. Seguirono diversi studi che stabilirono che l’incidenza delle patologie vascolari era inferiore nei paesi dove si utilizzava una dieta mediterranea. In realtà ancora oggi ci si avvale di quegli studi senza averli sottoposti ad analisi critica. Da questa osservazione nacque l’ipotesi che la dieta mediterranea fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva. Lo stesso studioso, tornato in patria, proseguì per anni tali ricerche, che culminarono nella stesura del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way”. In questo libro furono riportati i risultati del famoso “Seven Countries Study”, che per vent’anni monitorò dieta e condizione di salute di 12.000 persone di età compresa tra i 40 ed i 60 anni, residenti in diversi Paesi come Giappone, USA, Olanda, Jugoslavia, Finlandia e Italia. L’ipotesi iniziale di Keys era a quel punto confermata e la dieta mediterranea fu proposta al mondo intero come il regime alimentare ideale per ridurre l’incidenza delle cosiddette “malattie del benessere”.A partire dagli anni ’70 si cercò pertanto di diffondere le abitudini alimentari tipiche della dieta mediterranea anche negli Stati Uniti. Cereali, verdure, frutta, pesce ed olio di oliva furono proposti come alternativa ad una dieta troppo ricca di grassi, proteine e zuccheri. Per riassumere tutti i princìpi della dieta mediterranea e far presa sulla popolazione fu proposta negli anni ’90 una semplice piramide alimentare che riportava  la distribuzione in frequenza e quantità degli alimenti nell’arco della giornata. In particolare alla sua base si trovavano gli alimenti da consumare più volte al giorno mentre all’apice venivano riportati i cibi da limitare.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *