Tesseramento 2012 PD: spuntano novità giudiziarie !!


Aldo Bianchini

SALERNO – In tanti si chiedono e mi chiedono com’è finita o dove sia andata a finire la clamorosa inchiesta giudiziaria che nel novembre 2013 e nel dicembre 2014 ebbe due momenti di alta tensione, momenti che sembravano preludere allo sfascio del Partito Democratico Salernitano o almeno alla messa in fuga degli uomini che lo hanno caratterizzato in questi ultimi vent’anni. Era mercoledì 20 novembre 2013 quando tutte le prime pagine dei giornali, locali e nazionali, eclatarono lo scandalo del “presunto falso tesseramento 2012 del PD” in provincia di Salerno. In prima assoluta, però, arrivò sulla notizia la giornalista Petronilla Carillo de “Il Mattino” che io stesso il giorno dopo (21.11.13) descrissi in questo modo: “E su quest’ultima notizia giganteggia la figura giornalistica della collega Petronilla Carillo che ha spiazzato tutte le sue colleghe (relegandole al ruolo di “modeste pennivendole”) riuscendo a dare la notizia in prima nazionale sulle pagine del suo giornale, appunto “Il Mattino”. Non mi soffermo qui a rifare la cronaca di quanto sta avvenendo in queste ore, tra falso tesseramento e sequestro del Crescent, perché a me piace approfondire gli argomenti; la cronaca la lascio volentieri agli altri che sanno farla molto meglio di me. A proposito di cronaca i lettori devono sapere che, almeno per quanto attiene la “cronaca giudiziaria” di questa Città (e per città intendo anche l’intera provincia), il rapporto tra Procura e Stampa è radicalmente cambiato in questi ultimi anni; sotto l’arrembaggio delle croniste in gonnella i “poveri maschietti” di un tempo sono letteralmente scomparsi dalle pagine dei giornali; provate a sfogliarli tutti e ne avrete la pratica dimostrazione. Ebbene tra le “croniste in gonnella” la più accreditata in Procura, fino a qualche ora fa, sembrava essere la brava Angela Cappetta (de Il Corriere del Mezzogiorno) che, invece, nell’inchiesta della Procura sul falso tesseramento del PD (che è, a mio avviso, la mamma di tutte le inchieste sul PD !!) è stata letteralmente schiantata dalla rampante Petronilla …”. Quell’esplosione della notizia mi diede la possibilità di convincermi almeno di due cose: 1) Che la stampa locale si muove solo sulla scorta di veline; 2) Che gli inquirenti quando vogliono riescono a far filtrare notizie inesatte per coprire o secretare le loro indagini. Perché ? Perché sapevo e so che l’inchiesta, diretta dal pm antimafia Vincenzo Montemurro era nata esattamente la mattina del 25 ottobre 2013, quasi un mese prima della sua esplosione sulla stampa e che i fatti descritti dalla Carillo non rispecchiavano esattamente l’andamento temporale della stessa inchiesta, anche se ci era andata molto vicino. Ma l’inchiesta andò avanti e fece tremare quasi tutta l’Italia dei democrat; si parlò addirittura della convocazione in Procura a Salerno di Pier Luigi Bersani che da poco era stato sfrattato dal Nazareno, in quanto le tessere ritrovate e/o consegnate al Pm erano in bianco e portavano già la firma dell’ex segretario nazionale PD. Bersani non venne a Salerno perché in quel periodo fu colto da ictus che lo tenne ricoverato per diverso tempo. Poi l’inchiesta frenò la sua iniziale irruenza e scomparve presto dai giornali. Ma non è l’inchiesta che, adesso, mi interessa, anche se aspetto sempre un altro colpo d’ala come quello del dicembre 2014 quando per la stessa causa fu convocato in Procura il segretario provinciale PD Nicola Landolfi e il PM dispose una raffica di perquisizioni presso imprenditori nocerini e interrogò diversa gente più o meno legata al partito. Nelle more di questi due passaggi straordinari (avvio inchiesta il 20/11/13 e nuova fiammata nel dicembre 2014) accadde un fatto molto importante che, alla luce di quanto accaduto in queste ore con la nomina del giornalista Paolo Russo al ruolo di capo ufficio stampa del governatore De Luca a Napoli, mi ha fatto capire come la stampa locale salernitana riesce a controllare le inchieste giudiziarie fino all’appiattimento totale delle stesse soltanto sulle posizioni degli inquirenti, negando la possibilità di aprire altri fronti di indagini che possono arrivare anche dall’esterno del palazzo di giustizia. Può darsi che sia giusto così, ma per come vedo io il giornalismo rimango sempre esterefatto. Il noto Paolo Mieli, che cito spesso, dice sempre che il giornalista, per essere un giornalista-giornalista (come dichiara De Luca), deve riuscire a schierarsi sempre contro il potere costituito senza mai agire con preconcetto. Grande affermazione, e qual è il più grande potere costituito se non quello innanzitutto della Procura della Repubblica. Ma che cosa è accaduto nel 2014 e quello che è accaduto avrebbe potuto sconvolgere i piani di De Luca per la conquista della Regione ? Cercherò di svelarlo nella prossima p

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *